Guercino Preti, migliaia di visitatori

Successo tra Museo e chiese di Taverna per l'evento dell'anno

di Clara Varano CATANZARO

CATANZARO - È considerato l'evento culturale dell'anno, per il numero di visitatori, oltre seimila solo tra gli studenti delle scuole calabresi di ogni ordine e grado che hanno prenotato visite fino all'11 dicembre, ma soprattutto per la straordinaria e unica opportunità che ha offerto e che offrirà ancora ad altre migliaia di persone, di guardare l'uno accanto all'altro due geni del barocco dell'arte italiana.
    "Guercino e Mattia Preti a confronto. La nuova linea dell'arte barocca", è il titolo dell'esposizione, curata dal Museo civico di Taverna e dalla Pinacoteca di Cento (Ferrara), città dove nacque il Guercino, in un ideale percorso tra chiese e museo del borgo presilano.
    Un confronto, quello tra Mattia Preti e il Guercino, che ha un grande valore artistico proprio perché il Cavalier calabrese e Giovanni Francesco Barbieri, detto Guercino, si conobbero a Roma nei primi anni di formazione del Preti. Le tele di Guercino, eccezionalmente portate in Calabria, sono "San Giovanni Battista", "Cristo risorto appare alla Vergine", "La Madonna del Carmine e Sant'Alberto", "Un miracolo di San Carlo", "La Madonna col Bambino Benedicente", "San Bernardino da Siena con San Francesco d'Assisi in preghiera", "Madonna della Ghiara con i Santi Pietro e Carlo". Presente anche un dipinto di Benedetto Gennari che propone il ritratto dell'artista centese accanto a quello di Manzini, un suo committente assieme a disegni del Guercino come Cristo Salvator Mundi, San Guglielmo d'Aquitania, San Girolamo, David con la testa di Golia, Santa Genoveffa tra gli appestati e Paesaggio con figure. In ciascuna delle tele del Guercino è possibile scorgere la tipica forte luce che cade dall'alto e la sensibilità cromatica dei suoi sorprendenti chiaroscuri. Accanto, anche se il visitatore può godere di ogni singola opera esclusivamente, c'è Mattia Preti con i suoi toni scuri e cupi.Nonostante l'influenza caravaggesca e del Giordano, però, sia palesemente visibile nelle tele in mostra, Preti rimase folgorato dalla vista, a Roma, di alcune straordinarie pale del Barbieri tanto da rimanere in una seconda fase legato a lui, periodo che lo condusse ad una matura teatralità dinamica, che lo rese in seguito uno dei maggiori esponenti del barocco.
    La mostra ha attirato a Taverna migliaia di turisti provenienti da ogni parte del sud e dell'Italia intera. Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Lombardia sono solo alcune delle regioni più distanti che hanno lasciato un segno sul libro delle dediche della mostra che è stata il fulcro anche di eventi sportivi e istituzionali per quattro mesi, trascorsi i quali l'esposizione sarà trasferita a Cento.(ANSA).
   

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