Gagini e il Rinascimento d'Aspromonte

I capolavori della storia dell'arte nei comuni del Parco

Redazione ANSA

BAGALADI (REGGIO CALABRIA) - Il culto Mariano e l'Aspromonte.
    E' il senso di un progetto incentrato sulle opere di Antonello Gagini, promosso dal Comune di Bagaladi e finanziato dal Parco Nazionale dell'Aspromonte, un'iniziativa che non si limita al solo recupero dell'opera lapidea ma contempla anche diverse attività divulgative e promozionali come la realizzazione di un documentario sul restauro dell'Annunciazione e una serie di trasmissioni radiofoniche sugli aspetti etnografici condotte dall'antropologa Patrizia Giancotti.
    Il progetto prevede, inoltre, la predisposizione di pannelli didattici ai lati dell'opera restaurata e tracciati degli itinerari turistici, incentrati sulle sculture del Gagini e sulle opere rinascimentali conservate nei borghi che coronano la grande montagna calabrese, consultabili a breve sul sito istituzionale dell'Ente Parco Nazionale dell'Aspromonte.
    Un binomio, quello tra il culto Mariano e l'Aspromonte, che ha radici profonde secoli e che ha attraversato i percorsi artistici più vari, trovando nel dipinto e nella scultura le sue forme più auliche e celebrative, e la Calabria è ricca di numerosi omaggi alla Madre di Cristo specie dove la natura si fa più ostica e il territorio più aspro dove il rifugio delle comunità nel culto della Madonna, spesso in passato, è stato l'unica speranza per la salvezza da calamità naturali.
    Il successo riscosso nelle terre calabresi dallo scultore fu in effetti tale che nell'immaginario collettivo odierno rimbalza spesso l'idea di un Antonello Gagini responsabile della gran parte delle sculture presenti nella regione. La bottega di Messina dell'artista, protagonista indiscusso del Rinascimento e non solo dell'Italia Peninsulare, ricordato anche al fianco di Michelangelo Buonarroti, diviene sempre più operosa per la Calabria.
    Dalla scultura dell'Annunciazione della chiesa di S. Teodoro Martire di Bagaladi ha avuto inizio il progetto "Rinascimento d'Aspromonte". Le azioni del progetto, svolte in collaborazione con l'Ufficio Beni Culturali dell'Arcidiocesi di Reggio Calabria-Bova, la Parrocchia di San Teodoro Martire di Bagaladi e la Soprintendenza Archeologica, Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Reggio Calabra e la provincia di Vibo Valentia, sono finalizzate alla tutela e alla valorizzazione delle sculture mariane rinascimentali nonché al vasto patrimonio etnografico connesso al culto alla Madonna, ancora oggi perpetuato dalle comunità che popolano la montagna più Sud della Penisola italiana a valorizzare il patrimonio storico artistico rinascimentale presente nelle terre aspromontane custodi di un corpus straordinario di sculture marmoree, alcune delle quali autografe del Gagini. Insomma, percorsi tra natura, fede e arte, dove la raffinatezza dello scalpello del piùcelebre scultore del Sud Italia, rivive negli itinerari pieni di storie, aneddoti e prove di fede, come del resto èpossibile osservare, nei primi giorni di settembre, durante il pellegrinaggio al santuario di Polsi, in cui si venera la Madonna della Montagna, titolo con cui i calabresi sono soliti indicare anche l'Aspromonte: la montagna per antonomasia. È infatti qui, più che altrove, che il culto alla Vergine si intreccia inesorabilmente con la venerazione dell'Aspromonte, da sempre fonte di vita e di sussistenza.
   

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