Violenza sulle donne, dalle radiografie del San Carlo alle panchine rosse

Redazione ANSA

Tutto è cominciato con le scarpette rosse, simbolo di tutte le donne uccise dalla violenza cieca, distruttiva e immotivata degli uomini. Poi ci sono state le panchine rosse e le sagome che ricordavano tutte quelle che non ci sono più uccise anche davanti ai loro figli. Quest'anno, la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, istituita dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 1998,  si tinge di nero. Nero come i tanti profili social delle donne che stanno partecipando al "Blackout femminile" per mostrare come potrebbe essere il mondo senza di loro. Bianco e nero come le radiografie della toccante e choccante mostra "L’invisibilità non è un superpotere" visibile nell'atrio ospedale San Carlo di Milano, organizzata dalla Fondazione Pangea Onlus assieme all'ASST Santi Paolo e Carlo di Milano.  

L'idea nasce dall’esperienza della dottoressa Maria Grazia Vantadori, chirurga del pronto soccorso dell’Ospedale San Carlo e componente di Reama - Rete per l'Empowerment e l'Auto Mutuo Aiuto e della fotografa Marzia Bianchi, collaboratrice di Pangea e Reama che, ispirandosi alle parole delle donne accolte dallo Sportello antiviolenza online della stessa Reama, ha trasformato la narrazione in immagini. Ed ecco allora nasi rotti, tibie fratturate, addirittura coltelli piantati nella schiena restituiti al visitatore con la crudezza e l'immediatezza delle immagini radiografiche. Per dire finalmente BASTA!

 

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