Turismo: Cividale, gioiello longobardo frutto di tre mondi

Latino, germanico e slavo. Città ducale e vicino Valli Natisone

di Alberto Rochira

di Alberto Rochira

CIVIDALE DEL FRIULI (UDINE) - La sua posizione strategica e scenografica allo stesso tempo non deve essere sfuggita né a Giulio Cesare, che fondò la città romana con il nome di Forum Iulii, dalla cui contrazione deriva il nome Friuli, né, dopo, ai Longobardi, che nel 568 dC la trasformarono nel loro primo ducato in Italia. Cividale: gioiello incastonato tra mondo latino a Sud, germanico a Nord e slavo a Oriente, oggi una delle mete più interessanti e suggestive per ogni visitatore appassionato di storia, cultura, natura e buona tavola.
Ideale per un week-end lungo o per un soggiorno di più giorni facendo base negli hotel centrali o nei tanti b&b dei dintorni, città in riva alle sponde rocciose e alte del fiume Natisone, è "ufficialmente" il punto di partenza dell'itinerario longobardo in Italia, riconosciuto dall'Unesco Patrimonio dell'Umanità dal 25 giugno 2011 come sito seriale de "I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568-774 dC)", al termine di un iter condotto con lungimiranza dall'attuale sindaco Stefano Balloch e dal suo precedessore Attilio Vuga.
Ricca di vestigia longobarde come l'elegante "Tempietto" (Oratorio di Santa Maria in Valle), misteriosa e affascinante architettura altomedioevale, l'altare fatto costruire dal duca Ratchis e il battistero del Patriarca Callisto, Cividale vanta una rete museale di prima grandezza, in cui spiccano Museo Archeologico Nazionale con i corredi delle necropoli longobarde, Museo della Grande Guerra e Museo Cristiano del Duomo. Il fascino del centro storico è nell' intrico silenzioso dei vicoli medioevali dove il tempo sembra essersi fermato, negli scorci mozzafiato sulle scoscese sponde del Natisone dalle vertiginose altezze del ponte del Diavolo, nel mescolarsi di sapori, colori, profumi, lingue e tradizioni in una gastronomia che parla di uno stile di vita genuino e raffinato insieme. Regina dei dessert, la gubana, ambasciatrice della cucina locale e delle attigue Valli del Natisone, fatta secondo ricette antiche conservate gelosamente e tramandate di generazione in generazione. Tra gli eventi che animano la città ducale, la Messa dello Spadone, rievocazione storica il giorno dell'Epifania (ricorda l'arrivo del Patriarca Marquardo von Randeck nel 1366); Mittlefest, festival internazionale di arte e cultura della Mitteleuropa in luglio; il Palio di San Donato in agosto.
Da Cividale si dipanano percorsi per escursioni a piedi, a cavallo o in bicicletta, in paesaggi di natura verdeggiante e incontaminata: verso la cima del monte Matajur (Monte Re o Baba in dialetto sloveno locale, montagna delle Prealpi Giulie di 1.641 m al confine con la Slovenia), o verso il vicino santuario mariano di Castelmonte, il più antico del Friuli ed uno dei più antichi di tutta la cristianità, o lungo le adiacenti Valli del Natisone, naturale porta d'ingresso della Slavia friulana. Una terra punteggiata di miti arcaici dall'appeal irresistibile, come le "crivapete", figure magiche della tradizione locale, e piena di testimonianze artistiche che parlano di un'antica fede, come le 44 chiesette votive sparse tra picchi e pendici boscose.
Nel capoluogo, San Pietro al Natisone, è ospitata una perla del sistema educativo non solo regionale, l'Istituto Comprensivo Bilingue (italiano e sloveno) Materne, Primarie e Secondarie di Primo Grado (italiano-sloveno) e ha sede l'originale Museo- Centro Multimediale Sloveno, preziosa finestra aperta sulla locale cultura e lingua slovena. Tante le soluzioni a portata di mano per pernottare (c'è anche l'albergo diffuso delle Valli), e per degustare le specialità tipiche di questa zona attraverso la variegata proposta degli agriturismi di qualità. Gli eventi? Sport e gastronomia fanno la parte del leone nel fitto calendario organizzato dalla Pro Loco "Nediške Doline - Valli del Natisone", da tenere sempre presente.

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