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Turismo: Sardegna chiama Francia, "se corteggiati arrivano"

Esperto, buon cliente per fuori stagione ma è molto esigente

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OLBIA - "Gli italiani vogliono l'aeroporto sotto casa, ma non dobbiamo commettere l'errore di valutare gli altri in base alle nostre esigenze o abitudini". Josep Ejarque, esperto di destination management e di destination marketing, è stato il protagonista assoluto del primo dei sette appuntamenti di "Sardinia Tourism Call2Action", l'innovativo piano di incontri di approfondimento professionale e di confronto per gli operatori turistici e gli amministratori locali elaborato e proposto da Geasar, la società di gestione dell'aeroporto di Olbia, col sostegno dell'assessorato regionale del Turismo.

Questo pomeriggio Ejarque, socio unico e azionista di FourTourism, ha fornito utili indicazioni per operare con efficacia sul mercato turistico francese. E per prima cosa, ha indicato agli operatori sardi i rischi più ricorrenti.

"Stiamo parlando di un turista adulto, facoltoso, che di solito viaggia col proprio partner e con la famiglia, che prevalentemente sceglie la Franca - spiega Ejarque - Riuscire a intercettare un mercato così complesso richiede azioni di marketing di precisione, non a cannonate, bisogna sapere bene cosa si vuole e cosa si può proporre". Una cosa però è certa. L'eventuale sfida al mercato francese imporrebbe agli operatori - ma anche a tutti gli attori istituzionali, economici, sociali e culturali che hanno voce in capitolo in tema di turismo - un cambio di atteggiamento. "La Sardegna, ma vale per l'Italia in generale, è un mercato in cui storicamente arrivavano i clienti, mentre nel frattempo gli altri sono andati a cercarli", è il monito neanche troppo criptato. Ma dato che Josep Ejarque non ama i giri di parole, torna sull'argomento con la maggiore chiarezza possibile. "Sarà poco politically correct, ma se si vuole fare turismo dobbiamo capire che siamo in guerra - ribadisce a chiare lettere l'esperto - i turisti vanno ricercati".

Essere pronti non significa solo conoscere bene il mercato, che è comunque fondamentale, ma bisogna avere la capacità di puntare a mercati raggiungibili, collegati e adatti all'offerta che l'isola può garantire. Ebbene, secondo Ejarque "il francese è un buon cliente di destagionalizzazione, ma è anche molto impegnativo e molto esigente". Ammesso che si sposti dalla Francia, si aspetta di essere accolto in lingua francese, di leggere brochure in francese, di poter consultare un sito in francese, si muove online, si organizza in autonomia, viaggia con l'auto e preferisce organizzarsi preventivamente le attività da fare. La buona riuscita della Sardegna nel mercato francese, però, più che dai francesi dipende dai sardi. "Il successo dipende dalla capacità di creare un'offerta adeguata alle esigenze del mercato - conclude Ejarque - conoscerlo è importante, ma è solo il primo passo".

In collaborazione con:
Geasar

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