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Turismo: più stranieri in Sardegna per sfida vincente

Focus a Olbia, si parte dai borghi per presenze tutto l'anno

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OLBIA - "La Sardegna è una multidestinazione, un multiprodotto turistico, la sua sfida è l'incremento delle presenze internazionali". A dettare la linea è Josep Ejarque, esperto di destination management e di destination marketing, socio unico e azionista di FourTourism. Ejarque è intervenuto oggi al primo dei sette appuntamenti di "Sardinia Tourism Call2Action", l'innovativo piano di incontri di approfondimento professionale e di confronto per gli operatori turistici e gli amministratori locali elaborato e proposto da Geasar, la società di gestione dell'aeroporto di Olbia Costa Smeralda, col sostegno dell'assessorato regionale del Turismo, che l'ha inserito nel Piano di promozione e comunicazione da veicolare attraverso il sistema aeroportuale sardo.

Il focus inaugurato questa mattina, che andrà avanti ancora domani e venerdì e avrà come base il centro congressi Mbc dello scalo gallurese, è dedicato ai borghi autentici e al turismo rurale. "I borghi sono un elemento importantissimo per destagionalizzare i flussi verso l'isola e per immettere sul mercato una proposta fatta di esperienze con una personalità chiara e specifica, non riscontrabile in altre parti d'Italia", ha detto Ejarque a una platea numerosissima, composta da addetti ai lavori, durante la sessione di apertura del seminario di approfondimento, cui ha preso parte anche l'assessora regionale del Turismo, Barbara Argiolas. A fare gli onori di casa è stato Lucio Murru, direttore commerciale di Geasar, mentre Cristina Galgano, della società Galgano Group, è stata la protagonista del primo modulo di approfondimento, dedicato a come accrescere la qualità della customer experience per creare valore e sviluppo del prodotto e del servizio in ambito turistico.

"Occorre fare un salto di qualità e di prospettiva, bisogna attirare i turisti, intercettare la domanda, elaborare proposte adeguate ai nuovi bisogni, tenendo presente che quello balneare resta centrale per l'isola, ma che occorre lavorare anche su altri turismi", è il pensiero elaborato da Josep Ejarque, secondo cui l'iniziativa di Geasar è azzeccata proprio perché "Sardinia Tourism Call2Action è un ottimo strumento per capire cosa vogliono i turisti. Oggi non siamo più noi a imporre le condizioni ma il mercato, e noi ci formiamo per imparare, capire, costruire un'offerta effettivamente rispondente alle potenzialità". Per essere ancora più incisivo, Josep Ejarque non usa mezzi termini. "Se la Sardegna vuole fare turismo, allora è in guerra - dice - se guardiamo i numeri che fa una località come le Isole Baleari in ottobre, e certo non per via del mare, capiamo che dobbiamo fare altri ragionamenti e capire bene cosa fanno i nostri concorrenti, che sono anche Malta, Croazia, Grecia e Turchia".

In collaborazione con:
Geasar

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