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Teatro: nasce 'Osservatorio critico' per gli spettatori

Cagliari, esperti offrono strumenti di lettura degli spettacoli

di Maria Grazia Marilotti

CAGLIARI - Un 'Osservatorio critico' per vecchie e nuove generazioni di spettatori, per esplorare i linguaggi della scena. Il laboratorio, promosso da Sardegna Teatro, Teatro di Rilevanza Culturale e Associazione Nazionale Critici di Teatro, si svolge al Massimo di Cagliari ed è coordinato dai giornalisti Andrea Porcheddu e Walter Porcedda.
A cadenza mensile intende creare uno spazio di incontro tra critico e spettatore, per stimolare una riflessione sul teatro contemporaneo e sugli spettacoli proposti all'interno della programmazione 2017/18.
A condurre gli incontri, di volta in volta, saranno critici di rilievo nazionale, anche attraverso interviste a registi, attori e tecnici. Ospite d'eccezione sabato mattina è stato il regista e drammaturgo argentino di fama mondiale César Brie, intervistato da Andrea Porcheddu. Davanti ad un pubblico attento si é sviluppata una conversazione su ampi temi: il suo percorso artistico, le tecniche di drammaturgia e regia, le scelte interpretative, la visione culturale e politica del teatro contemporaneo. E il suo ultimo lavoro, "L'Avvoltoio", prodotto da Sardegna Teatro, testo di Anna Rita Signore e di cui Brie cura la regia.
Lo spettacolo debutterà il 28 novembre. "Il teatro ha bisogno di spettatori dotati di senso critico - ha detto Porcheddu a margine dell'incontro - che non subiscano l'opera, ma ne possano godere senza abbandonare il proprio pensiero, per restituire al Teatro la sua funzione e il suo ruolo di specchio della società, luogo di confronto sull'attualità e sui grandi temi, attraverso un linguaggio simbolico capace di parlare al cuore e alla ragione".
Gli incontri proseguiranno a gennaio. L'Osservatorio critico nasce da una esigenza. "Offrire una serie di codici e strumenti di lettura, ai quali ognuno poi aggiunge la propria sensibilità e il proprio sguardo, per ricucire la scollatura storica tra pubblico e teatro, la distanza tra gusto 'popolare' e nuovi stili e forme della rappresentazione - ha concluso Andrea Porcheddu - lo spettacolo quando é di qualità ha un impatto immediato sullo spettatore, e smuove e tocca corde diverse per ogni persona".