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Sardegna Teatro: parole e musica per raccontare Gramsci

Sold out al Masssimo di Cagliari per apertura stagione

di Maria Grazia Marilotti

CAGLIARI - Un racconto su Antonio Gramsci costruito per frammenti, come una sorta di mosaico, dalle tante sfaccettature. Con la figura del grande intellettuale che emerge dalle ombre e dalla memoria attraverso parole, musica, immagini, video e rielaborazioni elettroniche. "Essere Gramsci", nuova produzione di Sardegna Teatro per la regia di Clara Murtas, sulla scena accanto a Corrado Giannetti nella parte del protagonista e che ha debuttato ieri sera al Teatro Massimo di Cagliari, ha emozionato il pubblico. Sold out per l'apertura della stagione di Sardegna Teatro, domani si replica sempre alle 21 e il 19 novembre lo spettacolo approderà all'Eliseo di Nuoro.
La regista ha dato forma ad una narrazione con diversi piani di lettura dando voce con tocco leggero al pensiero e alle emozioni del Gramsci uomo, filosofo, umanista, politico, la cui opera arriva intatta, capace di interpretare il tempo presente con le sue categorie. La drammaturgia prende ampio spunto dal fitto carteggio tra Gramsci e la cognata Tania Schucht e dai commenti del grande studioso Giorgio Baratta. La suggestiva partitura basata su testimonianze, documenti, dati biografici e storici mette in luce le relazioni con le donne della sua vita: la madre, l'adorata Julia e la cognata Tania. Raffinata performance dei due attori, impegnati in un dialogo a distanza tra Nino e Tania. La scenografia essenziale e poetica firmata, come i costumi, da Sabrina Cuccu, e le musiche originali di Gustavo Gini creano atmosfere e suggestioni, con momenti particolarmente intensi con mutamenti di registro dove il dire diventa canto "e si trasforma in Songspiel lasciando spazio alla libera improvvisazione - sottolinea Clara Murtas - in un vero e proprio recitar cantando".
Le sequenze video elaborate da Simone Murtas interagiscono con la narrazione e sono il frutto di una ricerca iconografica tra ritratti di famiglia e foto d'epoca, lettere, cartoline, telegrammi, paesaggi naturali e urbani, che si sovrappongono sullo schermo. Il racconto si snoda attraverso i punti cruciali dell'esistenza di Gramsci, dall'infanzia in Sardegna, alle lotte operaie, ancora l'impegno politico, la fondazione dell'Avanti. Un continuo alternarsi della dimensione storico-politica con quella privata e umana, l'incontro con Julia, l'amicizia con Tania. Fino agli anni duri della detenzione, dove uno spazio troppo angusto e malsano non ha impedito a "questo cervello di funzionare" e al suo spirito di propagarsi nel tempo.