High tech e tradizione, Barry X Ball reinventa la scultura

In mostra a Dallas opere crocevia tra le Apuane e Brooklyn

Alessandra Baldini DALLAS

DALLAS - Da Brooklyn a Carrara a Dallas e ritorno. Una ventina di opere di Barry X Ball, uno scultore americano che usa nuove tecnologie per reinterpretare e trasformare la scultura italiana dall'antichità al primo '900, sono in mostra, per la prima volta tutte assieme, al Nasher Center, il museo disegnato da Renzo Piano a Dallas considerato tra i più importanti del mondo per la scultura contemporanea.
    Nel Vecchio Mondo Ball visita cattedrali e musei alla ricerca di pezzi di cui "appropriarsi", poi, ai piedi delle Apuane, usa tecnologie del futuro per attaccare la pietra. Quando pero' riporta l'opera sbozzata sulle rive dell'East River, l'artista californiano riscopre e applica la paziente manualità degli antichi maestri. Pioniere della tecnologia dello scanning 3D, Ball fa ampio uso di computer e di macchine a controllo numerico. Dopo aver scannerizzato in Europa le opere "riappropriate", ne crea il bozzetto consegnato ai "robot scultori" della TorArt di Carrara (l'azienda che ha ricostruito l'Arco di Palmira dopo le distruzioni dell'Isis) che fanno emergere la scultura dal blocco di pietra. L'opera viene poi finita sotto la guida di Ball con tecniche tradizionali nel quartiere di Greenpoint a Brooklyn, in un laboratorio di scultura considerato il più avanzato al mondo.

Ci vogliono diecimila ore per portare a perfezione pezzi come una nuova Pieta' Rondanini, l'Ermafrodita addormentato di eta' classica col materasso di Bernini oggi al Louvre e l'ultimissima creazione, un colossale "San Bartolomeo scorticato" dall'opera di fine '500 di Marco Ferrari d'Agrate dal Duomo di Milano. La mostra comprende pezzi divisi in due serie: "Ritratti" e "Capolavori". I "Ritratti" sono gli amici, altri artisti e protagonisti del mondo dell'arte, i cui calchi diventano scan digitali poi resi in materiali semi-preziosi come il marmo nero belga, la calcite e gli onici traslucidi al posto del marmo opaco dell'originale.

Piu' di recente, in collaborazione con il gioielliere Damiani, Ball sta sperimentando ritratti ispirati alle "macchine anatomiche" di Raimondo di Sangro della Cappella Sansevero a Napoli, in cui la fisionomia, resa in oro e argento, e' associata con elementi della vita del soggetto che emergono dal groviglio di vene della fisionomia. I "Capolavori" si appropriano di icone della storia dell'arte, dall'Ermafrodita a, più vicino a noi, Boccioni e Medardo Rosso, quest'ultimo artista al centro di un omaggio di Ball all'ultima Biennale di Venezia. Lo scan, donato alle istituzioni che gli hanno garantito l'accesso, e' il punto di partenza per la reinterpretazione. Ball "gira" digitalmente la scultura trasformando il suo lavoro nello specchio dell'originale, poi accentua, riduce, elimina o aggiunge particolari come nel caso del San Bartolomeo in cui la testa della pelle scorticata e' il suo autoritratto: una "citazione" di Michelangelo che dipinse il suo ritratto nella pelle del San Bartolomeo della Sistina. 

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