La Regina reinventata, a Londra una mostra su Elisabetta

'God Save the Queen', tributo non senz'ironia con firma italiana

Redazione ANSA LONDRA

 LONDRA - Una regina reinventata dalla fantasia di oltre 30 artisti contemporanei, non senza qualche tocco d'ironia, di satira sul mondo, d'irriverenza creativa. Ma in effetti celebrata in un tributo in forma d'arte come l'ultima roccia di una Gran Bretagna sballottata in questi tempi dalle incertezze e dalle divisioni della Brexit; oltre che come uno dei pochi punti fermi d'un globo senza più bussole. E' il senso che l'osservatore può rintracciare fra le opere di 'God save the Queen', mostra inaugurata in questi giorni negli spazi espositivi del Fiat Chrysler Motor Village di Marylebone, a Londra.

Un'iniziativa curata da Monica Colussi, firma italiana ormai riconosciuta nell'organizzazione di eventi sulla scena artistica della capitale del Regno Unito. E che dichiara le proprie intenzioni fin dal titolo, tratto dall'universalmente noto verso di riferimento dell'inno nazionale britannico.

I pezzi esposti sono più di 50, realizzati da 33 artisti - giovani e meno giovani, in ascesa o già affermati a livello internazionale - fra ritratti, fotografie, sculture, installazioni, persino un ologramma. Tutti chiamati a raffigurare e a interpretare (talora attraverso simboli o sosia) qualcosa di Elisabetta II: salda ancor oggi sul trono nella maestà dei suoi 93 anni e sullo sfondo del turbinio di contraddizioni partorite dal pianeta nei quasi 7 decenni d'un regno la cui longevità è già consegnata agli annali dei record.

Monica Colussi sottolinea la "varietà senza precedenti delle forme artistiche e dei linguaggi mediatici utilizzati per onorare uno dei più grandi personaggi del nostro tempo".

E in effetti il caleidoscopio offerto ai visitatori non manca di colpire: si va dai ritratti realizzati in fogge e materiali diversi, ai fotomontaggi, alle illustrazioni, ai collage, agli oggetti trasformati in arte (incluso uno zerbino). Con la sovrana proposta o evocata da sola e con il consorte Filippo, affiancata ai sudditi o agli inseparabili cagnetti Welsh Corgi, associata a potenti e famosi o a figure improbabili.

Fino alla pietra con iscrizione in stile antico romano collocata simbolicamente quale punto di partenza e d'arrivo della mostra: "The Queen rocks", vi si legge, come a voler chiudere il cerchio con l'omaggio ad un tempo più eccentrico e più appropriato alla matriarca di casa Windsor.

 


   

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