Tokyo in 48 ore, tra templi, giardini e strade futuristiche

di Ida Bini

TOKYO - Se siete in Giappone e avete a disposizione solo due giorni per visitare la capitale, ecco il tour che fa per voi alla scoperta della città dalle mille sfumature, ricca di quartieri dove il tempo sembra essersi fermato e zone in cui si ha la sensazione di camminare nel futuro.

Primo giorno, tra giardini e templi 
Ore 8: si parte dal quartiere Ueno, a nord della città, dove si trova l’omonima stazione, uno dei principali snodi ferroviari di Tokyo, per immergersi subito nel caos cittadino tra strade affollate di negozi e centri commerciali. Per ritrovare la tranquillità è sufficiente entrare nel parco di Ueno, il più antico giardino pubblico del Giappone, sede di templi e pagode e oggi uno dei luoghi di passeggio più popolari della città. Si cammina tra i ciliegi fioriti fino a Tosho-gu, un antico santuario shinto, costruito nel 1627 dallo shogun Iemitsu Tokugawa in memoria del nonno; sopravvissuto nei secoli, il tempio è oggi tesoro nazionale e vanta, oltre alla magnifica porta in stile cinese rivestita di foglie d’oro, splendidi soffitti scolpiti, muri dipinti e bassorilievi dalle forme animali.

Ore 10: dal quartiere Ueno, si prosegue in direzione est fino ad Asakusa, la parte più antica e popolare della capitale, ricca di fascino e di atmosfera. E’ qui che si passeggia tra locali e botteghe, teatri e case abitate da gente umile. Tra le bellezze storiche c’è Kaminari-mon, l’imponente “porta del tuono”, caratterizzata da un’enorme lanterna di carta con due ideogrammi e le statue di Raijin e Fujin, divinità del fulmine e del vento. Varcata la porta si arriva a Senso-ji, il tempio più antico, grande e popolare di Tokyo, frequentato da chi prega per affrontare prove importanti o da chi consulta gli oracoli. La leggenda racconta che il luogo sacro venne costruito nel VII secolo da due pescatori che avevano recuperato dal fiume una statuina d’oro di Kannon, la dea della compassione. Proprio in questi giorni, precisamente dal 18 al 20 maggio, si celebra il festival di Sanja Matsuri, che quest’anno compie 700 anni: milioni di persone assistono alla sfilata di tre mikoshi, gli altari del santuario portati in processione. Alla festa partecipano i fedeli di 44 quartieri che portano in spalla cento altari attraverso le vie di Asakusa.

Ore 12: arrivati al fiume si può prendere un battello per un’escursione o, percorrendo la Tokyo Waterway Line arrivare nel quartiere di Nihombashi e da lì, seguendo il corso d’acqua, nel centro della città fino alla Tokyo Station. Completata nel 1914 sul modello di quella di Amsterdam, la stazione nasconde sotto i binari una città con lunghi corridoi, ristoranti e una infinità di negozi.

Ore 13: per il pranzo ci si può fermare in uno dei numerosi ristoranti della zona per fare una scorpacciata di sushi oppure scegliere di provare il Notodon, il fast food locale: una ciotola di riso servita con pesce, crostacei, ricci di mare o carne di manzo. Non lontano dalla stazione c’è Tsukiji, il mercato del pesce di Tokyo, il più grande del mondo, che a quest’ora è chiuso ma che intorno ospita un’infinità di ristorantini dove si mangia il miglior pesce crudo della capitale: il sushi bar più famoso è Daiwa Sushi, riconoscibile dalle code lunghissime. Anche lungo via Uogashi Yokocho abbondano piccole pescherie e ristoranti; qui oltre al sushi è consigliabile provare un’altra delizia culinaria: Okonomiyaki, una specie di crêpe con verdure, carne, frutti di mare o pasta.

Ore 15: attraverso il quartiere della finanza si arriva al Palazzo Imperiale, residenza ufficiale dell’imperatore del Giappone da quando, nel 1868, Meiji trasferì la capitale da Kyoto all’attuale Tokyo. Il palazzo accoglie il bellissimo Higashi-Gyoen, il giardino orientale, a cui si accede attraverso la porta Ote-mon: prati, alberi maestosi e un’infinità di fiori costeggiano le mura del vecchio castello, che circondano il palazzo.

Ore 17: ritornando verso la stazione di Tokyo ci si sbizzarrisce con lo shopping a Giza, quartiere chic della capitale, tra boutique eleganti e il nuovo e avveniristico centro commerciale Giza6, che tra l’altro offre anche una vasta area d’arte contemporanea con diverse opere e installazioni di artisti giapponesi contemporanei.

Ore 19: ci si sposta verso il vicino complesso delle Roppongi Hills, composto da torri, piazze e passeggiate sospese, fino a Maman, la celebre scultura in bronzo e acciaio a forma di ragno, creata dell’artista Louise Bourgeois. Il quartiere di Roppongi pullula di ristoranti dove cenare e di locali dove trascorrere la serata, a cominciare dalla Tokyo City View, perfetta per ammirare lo skyline notturno della città; o dal ristorante-teatro Roppongi Kingyo per assistere alle stravaganti esibizioni di drag queen, o dal Legends Sports Bar per un drink.

Ore 23: per la notte nei dintorni la scelta degli hotel è infinita, ma tra le ultimissime proposte di alberghi ci sono: Mimaru Tokyo Alaska e Mimaru Tokyo Suitengumae con stanze in stile apartment, che prevedono anche la presenza di una piccola cucina. C’è anche la possibilità di fare un’esperienza insolita nei ridottissimi hotel-capsula giapponesi: generalmente sono economici ma esistono anche versioni più lussuose come nelle strutture The Millennials Shibuya e ThePrime PodGinza Tokyo.

Secondo giorno: un salto nel futuro
Ore 9: si riparte dal celebre quartiere di Shibuya, il volto più moderno e futuribile del Giappone, rappresentato dal Shibuya crossing, l’incrocio di sei grandi strade, il più affollato e trafficato del mondo. Ogni 3 minuti attraversano in ogni direzione l’incrocio anche più di mille pedoni senza mai scontrarsi, tra grattacieli e insegne al neon. Un altro luogo iconico è la statua in bronzo di Hachiko, famoso cane che ogni sera attendeva il padrone all’uscita dei binari, anche dopo la morte di quest’ultimo, e reso ancor più celebre dal film con Richard Gere.

Ore 10: spostandosi verso nord con una sola fermata di treno si scopre l’anima più tradizionale del quartiere; all’interno del parco di Yoyogi giganteschi alberi regalano splendidi scorci fino al popolare santuario shintoista di Meiji Jingu, inaugurato nel 1920, che accoglie le spoglie dell’imperatore Meiji e della moglie Shoken. Il grandioso tempio è famoso per i suoi magnifici giardini interni e anche per i suoi oracoli omikuji (simili a distributori della fortuna) in lingua inglese. Qui, se si è fortunati, è possibile incrociare coppie di sposi che celebrano il matrimonio rigorosamente vestiti con kimono tradizionali.

Ore 12: dal passato della storia al futuro di Asimo, il robot androide sviluppato dalla nota azienda Honda che si esibisce sul palco dell’Honda Welcome Plaza Aoyama, nel vicino quartiere di Aoyama. Per gli amanti della tecnologia è imperdibile una sosta al FabCafe Tokyo, sempre nel quartiere di Shibuya: è un avveniristico bar dove si mangia e si beve come in una normale caffetteria e dove contemporaneamente si può assistere a dimostrazioni e workshop per l’uso dei sistemi laser o per le stampanti o scanner in 3D di ultima generazione.

Ore 14: è tempo di recarsi nella zona di Shinjuku, il più vasto quartiere commerciale e di divertimento della città. Attorno alla stazione si trovano i grandi store di elettronica, dove acquistare i prodotti più all’avanguardia, e i locali specializzati nella vendita di cibo, dolci e piatti pronti. Per trovare qualcosa di più caratteristico, bisogna recarsi a Golden-gai, quartiere di bar e piccoli locali dove mangiare e bere: se ne contano circa trecento tra vecchie osterie anni Cinquanta e bar trendy portati avanti da una nuova generazione di gestori.

Ore 16: tornando a sud verso Roppongi Hills merita una visita il National Art Center, il museo d’arte moderna, progettato dall’architetto giapponese Kisho Kurokawa nel 2007. Sorge su 4 piani e ospita una collezione di 600 opere, in particolare dipinti del XX secolo. Nato su un’antica struttura universitaria, il centro museale nipponico è caratterizzato da una enorme tessitura in acciaio e da una spettacolare facciata in vetro, luminosa e dinamica.

Ore 18: a due passi dal museo si prende la metropolitana che da Aoyama-itchōme arriva a Suehirochoi; da qui a piedi si raggiunge Akihabara, il quartiere dei Manga. Qui sembra di entrare in un videogioco dove in un delirio di grattacieli, luci e megaschermi si aprono lungo la Chou Dori, la strada principale, negozi e grandi magazzini che vendono di tutto, dai computer ai gadget, dagli oggetti sex ai giocattoli, mentre canzoncine nipponiche si diffondono nell’aria. Per le strade del quartiere sfilano giovani che sembrano manga, i fumetti giapponesi, con capelli colorati e vestiti fosforescenti, spesso sconcertanti. E’ una zona surreale, dall’effetto psichedelico: Akiba, come lo chiamano nella capitale, è il paradiso dei cartoni animati manga, otaku e anime. Ci sono anche i grandi magazzini - da Yodobashi Akiba a Laox – e i negozi più piccoli, che vendono gadget di plastica. Non potevano mancare i musei dedicati ai fumetti: il museo Ghibli, il centro Yayoi e il museo Takehisa Yumeji, quest’ultimo un omaggio al più grande fumettista e artista giapponese di fine Ottocento.

Ore 20: per terminare la visita a Tokyo è consigliabile tornare nel quartiere di Shinjuku e prenotare il Robot Restaurant, uno dei locali più trash e assurdi della capitale giapponese: qui musicisti vestiti da robot e ballerine con abiti esagerati danzano scatenati mentre la gente cena sotto fari al neon che potrebbero illuminare l’intero quartiere. Sembra di trovarsi sul set di un cartone animato, un po’ folle: merita non per il cibo, ma per lo spettacolo surreale che offre; il giusto epilogo per una città eccessiva e originale come solo Tokyo sa essere.

Per maggiori informazioni: tokyotokyo.jp e www.gotokyo.org/it

 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE: