Dolores Redondo, quando i luoghi diventano personaggi

La Ribeira Sacra Galizia, la scena del romanzo

di Mauretta Capuano

RIBEIRA SACRA GALIZIANA - I luoghi diventano personaggi, si fondono con la storia, nei romanzi della scrittrice spagnola Dolores Redondo, Premio Planeta 2016 con 'Tutto questo ti daro'' che arriva nelle librerie italiane il 17 ottobre per Dea Planeta. Il libro in Spagna ha venduto 350 mila copie, è in corso di traduzione in 22 Paesi e sono stati acquisiti i diritti per farne un film. E quando ci troviamo in un posto senza tempo, dove la natura ha una forza eroica e ti mette di fronte a te stesso, come nella Ribeira Sacra galiziana con i suoi fiumi Mino e Sil, tra le province di Lugo e Ourense, dove ci porta il thriller psicologico della Redondo, il racconto esce dagli scenari tipici del giallo.

Ci troviamo davanti a una storia di amore, omosessualità, menzogne, in cui vengono messi a nudo soprattutto i conflitti di una famiglia dell'antica nobiltà terriera galiziana segnata da segreti inconfessabili. Come quelli che Manuel, scrittore di successo, sposato con Alvaro, scoprirà solo alla morte del marito, con cui si apre il libro. "I vigneti della Ribeira Sacra si sviluppano su un terreno che può raggiungere una pendenza del 90%, è una situazione unica, sembrano disegnati nella montagna e questo produce la sensazione che sia stato l'uomo a domare il paesaggio e invece, se ti avvicini, capisci che è il contrario" dice all'ANSA la regina del literary thriller, come è stata definita la Redondo da Carlos Ruiz Zafón, mostrando questi luoghi in un viaggio in Galizia dedicato al suo romanzo, organizzato in collaborazione con l'Ente Spagnolo del Turismo.

E la scrittrice è attesa in Italia: il 23 ottobre al Circolo dei Lettori di Torino e il 25 all'Istituto Cervantes di Roma. La Ribeira Sacra è "l'orgoglio del lavoro" e in 'Tutto questo ti daro'' rappresenta "l'onore, quello che uno sa e scopre di se stesso" spiega l'autrice, abile nel creare curiosità per gli scenari che descrive. Tanto che in Spagna la quindicesima edizione di 'Tutto questo di darò' uscirà con allegata una mini-guida sui luoghi del romanzo.

Con la sua precedente trilogia del Baztan da 1 milione e 300 mila copie, ambientata in Navarra - in Italia il primo titolo 'Il guardiano invisibile' è stato pubblicato da Feltrinelli e poi da Salani - ha scatenato il desiderio di far scoprire la Regione. E lo stesso sta accadendo con 'Tutto questo di darò', il Premio Planeta più venduto degli ultimi dieci anni. Certo, quando Manuel arriva a Lugo e' il peggior giorno della sua vita: lì è morto in un incidente stradale, la cui dinamica è poco chiara, suo marito Alvaro, che doveva essere a Barcellona. Tutto è ostile e carico di sospetti. "Odia questo posto, si trova davanti a una bugia dopo l'altra. Scopre che la famiglia di suo marito appartiene alla più antica nobiltà della Galizia" dice l'autrice. E sente il peso della casta, con le sue ipocrisie e abusi, del padre di Alvaro che, per fermare il matrimonio con Manuel, dice al figlio: 'Tutto questo ti darò'.

"Alvaro è come Michael Corleone de 'Il padrino', il figlio che deve portare avanti l'eredità di famiglia. Quando torna nella sua terra crea una cantina e cerca di aprire un nuovo mercato all'estero" sottolinea la Redondo, 47 anni, che è nata a San Sebastian ma suo padre è galiziano e sua nonna gli raccontava storie su questa terra dove il folclore, i folletti e le streghe, convivono con la religione e la natura. Il luogo più vicino e reale a 'Tutto questo ti darò' è il giardino del Pazo de Santa Cruz de Rivadulla, famoso per le sue camelie, in cui Manuel immagina l'infanzia di Alvaro. Una vita privilegiata che lui, orfano di genitori, cresciuto con una zia, non ha avuto".

Così come nel libro ci sono atmosfere simili a quella della Casa Grande de Rosende e dei monasteri di Santo Estevo e di Santa Cristina de Ribas de Sil. Tutti i personaggi hanno una doppia faccia e una verità nascosta. Sulle ultime ore del marito, Manuel indaga con un prete e una Guardia Civil in pensione. E i tre alla fine diventeranno amici. "Scrivo sulla morte, il dolore, il lutto. E in questo libro ho voluto raccontare come si vive il cattolicesimo in questa Regione. Mi interessa non tanto il crimine, ma l'impatto che ha sugli altri esseri umani e mescolo i generi" dice la Redondo che vive in Navarra, ha studiato legge, lavorato nel business della ristorazione, ha sempre scritto ma non ama i salotti letterari.

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