Pk, l'indiano che andò in Svezia in bici per amore

L'artista in Italia, "siamo schiavizzati dalle nostre menti"

Mauretta Capuano ROMA

ROMA - "Seguire il cuore e credere nel potere dell'amore". Se il consiglio viene da un uomo partito dall'India in bicicletta per raggiungere il suo amore in Svezia, bisogna crederci. E non si può neppure dubitare che le favole possano diventare realtà ripercorrendo la storia dell'indiano Pikay, cresciuto in una famiglia di intoccabili in un villaggio sperduto nell'Est dell'India.

"Siamo schiavizzati dalle nostre menti che ci controllano. Se seguiamo la mente pensiamo solo ad accaparrare cose. Il cuore è molto più importante" dice all'ANSA Pikay. Artista di strada, conosciuto come PK, famoso per i suoi ritratti, Pikay è diventato ora il protagonista di un libro, 'L'incredibile storia dell'uomo che dall'India arrivò in Svezia in bicicletta per amore' del giornalista e scrittore Per J. Andersson, pubblicato in Italia da Sonzogno nella traduzione di Giulia Pillon e Alessandra Scali, tradotto in 18 lingue, anche il mandarino, di cui sono stati venduti i diritti per farne un film. "Non avrei mai immaginato, mai avrei avuto la presunzione che la mia storia meritasse di essere raccontata in un libro" racconta Pikay al suo arrivo a Roma con la moglie svedese Lotta che fin da bambina sognava l'India. "Quando Per J. Andersson ha scritto il primo articolo su di me la gente gli continuava a chiedere raccontaci di più. Si è convinto che questa storia andava davvero raccontata dopo il nostro viaggio insieme in India. Ci sono voluti sei anni per completare la stesura" spiega PK che ha fatto anche un ritratto a Valentina Tereškova, la prima donna ad andare nello spazio. "La notizia del ritratto fu riportata sui giornali locali con il titolo: 'L'uomo della giungla incontra la donna dello spazio'. Si è incuriosita anche Indira Gandhi, ho incontrato il suo segretario, e poi siamo diventati amici. Era una donna forte, uno scorpione" racconta PK che ora ha 70 anni.

E proprio un ritratto è all'origine del colpo di fulmine con Lotta a New Delhi, nel 1975. Quando la giovane turista della buona borghesia svedese compare davanti a PK e gli chiede di ritrarla a lui tremano le mani, non riesce a dipingere. Il ritratto poi andrà perduto nel viaggio di ritorno di Lotta: "a Kabul - racconta - mi rubarono la valigia". Da quel momento PK non vuol fare altro che stare con lei e per raggiungerla, visti i pochi soldi per il viaggio, percorre oltre 12 mila chilometri in bicicletta dall'India alla Svezia. Pedala fino allo sfinimento per cinque mesi attraverso l'Afghanistan, l'Iran, verso l'Europa. "Era l'epoca, come cantavano i Beatles, di love and peace, del flower power" aggiunge. "E' stato un viaggio di lezioni, in cui ho appreso molto e adesso è diventato un viaggio di benedizione. Quella con Lotta è una storia d'amore che si diffonde come gli anelli sull'acqua. Fa sentire a tante persone che la speranza esiste. Non mi sento il padrone di questa storia così come avviene con il mio corpo, non ne sono il proprietario. E' un dono che sto imparando a condividere perchè molte persone possano sentirsi meglio" dice Pikay che vive in Svezia da 42 anni.

"In India stiamo facendo beneficenza in alcune scuole pubbliche, soprattutto quelle dove vengono accolti gli intoccabili, fuori casta, come me. Lotta ogni tanto va a verificare come stanno procedendo le cose" racconta Pikay che ha anche sofferto per la sua condizione di intoccabile. E' padre di due figli, è stato insegnante di pittura in Svezia ed ora è in pensione e viaggia per il libro con la sua Lotta. Un viaggio come quello compiuto da Pikay negli anni Settanta ora sarebbe impensabile anche per la situazione politica dei paesi che ha attraversato, ma Pikay guarda sempre al cuore. "Se c'è la volontà c'e' sempre un modo per fare le cose, anche se oggi è più difficile. I pensieri della nostra mente sono pieni di paure e di dubbi che ci bloccano, sono i nostri nemici. Negli anni Settanta, quando ho viaggiato, non avevo paura perchè non sapevo quanto lontano dovessi andare. Meglio non sapere troppo. Essere ciechi come quando si è innamorati è una cosa positiva" sottolinea il protagonista del libro che in Svezia è uscito il 14 febbraio del 2013 e in Germania ha venduto mezzo milione di copie.

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