Restaurato Trabocco reso celebre da Vate

Macchina da pesca fu distrutta a San Vito da mareggiate nel 2014

Redazione ANSA Chieti

LANCIANO (CHIETI) - Inaugurato a San Vito Chietino il nuovo Trabocco comunale di Turchino dopo il crollo totale avvenuto in mare la notte tra il 26 e 27 luglio 2014, per una violenta mareggiata. La ricostruzione della macchina da pesca (realizzata nel 1860), su cui Gabriele D'Annunzio ambientò "Il Trionfo della Morte", è costata 185 mila euro attraverso finanziamenti della Regione Abruzzo(110 mila euro) e del Comune di S. Vito(75 mila euro). Il trabocco ha sempre rappresentato il simbolo della Costa dei Trabocchi e il brand turistico d'Abruzzo.

    I lavori sono stati realizzati in cinque mesi dalla Mari Ter di Ortona, azienda internazionale specializzata nei servizi marittimi, subacquei e di ingegneria civile. I subacquei hanno sistemato nei fondali, appoggiati da navi gru, anche dei blindi in cemento armato del peso di oltre 65 quintali. Il progetto di recupero integrale identico al precedente, essendo stato fotografato con i droni prima del crollo, è stato firmato dall'architetto Anna Colacioppo. Il Trabocco è stato realizzato con cento pali di acacia, la piattaforma è di 98 metri quadrati su cui poggia un casotto in legno di pino, e la passerella di 60 metri, alta quattro. I piani orizzontali sono in legno di larice. "È stato molto faticoso fare questi lavori - ha spiegato il sindaco Rocco Catenaro - sia per reperire le risorse sia per trovare chi fosse in grado di ricostruirlo, dopo i bandi andati deserti. Questo Trabocco è parte integrante della Via Verde ed è destinato ad attività culturali e didattiche. Stiamo già predisponendo un regolamento di gestione. Quanto alla manutenzione ci saranno due persone. Ma questo non vuol dire che si è fuori da ogni pericolo perché, a differenza di altri, questo Trabocco è in mezzo al mare e subisce i gravi effetti delle mareggiate. Ho chiesto alla Regione di intervenire per una maggiore tutela del luogo posizionando scogliere di protezione, perché senza difesa dalle mareggiate si rischia anche il dissesto idrogeologico della costa". Per il crollo del trabocco Catenaro è imputato, con il dirigente comunale Corrado Verì, per reato ambientale, distruzione o alterazione di bellezze naturali soggetti a speciale protezione.
   

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