Turismo, la Rete tra le imprese può farlo volare

A Roma il convegno organizzato da AssoretiPmi

di Cinzia Conti

ROMA - "Per 4 anni consecutivi gli arrivi internazionali aumentano a una media del 4% annuo. Nel 2017 sono stati 1,326 miliardi (+7% rispetto al 2016) e hanno generato 1,340 miliardi di dollari di entrate turistiche totali". A fare il punto sul turismo, settore dinamico (negli ultimi 25 anni ha subito cambiamenti radicali), resiliente e molto competitivo, è Fabiola Sfodera docente dell'Università La Sapienza di Roma in apertura del convegno organizzato da AssoretiPmi a Roma "La soluzione delle reti d'impresa alla parcellizzazione del sistema locale di offerta turistica in Italia".

In Italia in particolare le presenze sono state 403 milioni, +2,6%, con una permanenza media complessiva di 3,03 giorni. La Sfodera ragiona anche sulla distribuzione della spesa turistica per tipologia di servizio: "A fronte di un 19% destinato all'alloggio, 16% a cibo e bevande, 24% ai trasporti si deve sottolineare come un 7% delle spese (pari a 93.800 milioni di dollari) siano destinate a cultura svago e sport".
"Il turismo - dice ancora la docente - è in grado di creare sviluppo (moltiplicatore turistico) e per questo viene considerato uno dei principali settori su cui investire, soprattutto nei paesi svantaggiati. Un euro di spesa ne crea circa 4 di indotto".

Il presidente di AssoretiPmi Eugenio Ferrari ha fatto il punto sulla situazione italia: 5.135 Contratti di Rete di cui 778 con soggettività giuridica e 31.405 imprese partecipanti. Ma a testimoniare quanto bisogna ancora lavorare nel settore è intervenuta Monica Franco, vicepresidente AssoretiPmi: "Delle oltre 5.000 reti d'impresa presenti oggi in Italia più del 60% di queste, non ha un sito web. E questo è un gap che va assolutamente sanato".

A parlare del ruolo delle Online Travel Agencies e dei tour operator italiani l'agente di viaggio Stefano Crugnola che da subito chiarisce come il fatto che molte Ota abbiano sede fiscale all'estero (e non paghino le tasse in Italia) crea una grande distorsione nel mercato, forse addirittura una "concorrenza sleale". Secondo Crugnola sia il mercato outgoing (formato in Italia sostanzialmente da un Tour operator leader, pochi medi e molti piccoli) sia quello incoming (anche qui molto frammentato) possono presentare una grande opportunità per le Reti di Imprese.

L'abusivismo è uno dei mali del turismo italiano su cui si torna spesso durante il convegno: "Si può e si deve sssicurare la legalità e contrastare l'abusivismo anche mediante il riscorso allo strumento giuridico delle Reti d'impresa" dice Francesco Verde, docente di economia e gestione delle imprese e delegato della Campania per AssoretePmi, che con l'Università Luigi Vanvitelli e l'Università Pegaso, in collaborazione con Abbac, ha realizzato una ricerca sulle Reti di impresa nell'ospitalità extralberghiera in Campania.

"Integrare il territorio - spiega Enzo Dota, delegato della Puglia - significa aumentare la consapevolezza dei proprio Brand e insegnare una nuova organizzazione che vede il privato e il pubblico costruire uno Sistema Locale di Offerta Turistica che mira a realizzare una destinazione turistica organizzata e quindi pronta a destagionalizzare".

"AssoretiPmi - spiega l'avvocato Fabrizio Garaffa, che è anche delegato per l'Emilia Romagna - è lieta di mettere a disposizione del Governo e di Enit la propria struttura e il proprio giacimento di competenze: negli ultimi sette anni la nostra Associazione ha organizzato più di 350 eventi dedicati alla cultura delle Reti di imprese e può contare su circa novanta delegati distribuiti su tutto il territorio nazionale e in alcuni paesi esteri".

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA