Tra i padiglioni del Glenstone, dove l'arte è slow

In Maryland esperienza olistica anche con natura e paesaggio

Gina Di Meo NEW YORK

MONTGOMERY (MARYLAND) - 'Unrushed and uncrowded', senza fretta e senza folla. E' la filosofia del museo Glenstone, che il prossimo 4 ottobre riaprirà al pubblico dopo un progetto di espansione da 200 milioni di dollari durato cinque anni. Il museo, che abbraccia il concetto di slow art, vuole essere uno spazio dove ci si gode le opere d'arte alla vecchia maniera, ossia in modo contemplativo, con tutto il tempo necessario, senza la folla o i rumori che troppo spesso caratterizzano i musei tradizionali.

"Pensiamo a delle biblioteche - hanno spiegato all'ANSA i fondatori, i coniugi Emily e Mitchell P. Rales - sono posti dove si fa silenzio e dove ci si immerge nella lettura e solitamente hanno accesso gratuito". Il Glenstone, non a caso, sarà completamente gratuito, tuttavia le visite vanno prenotate sul sito web del museo. Immerso nel verde in quello che si può paragonare ad un giardino dell'Eden per l'arte, il Glenstone si trova nella contea di Montgomery in Maryland. Il nuovo Glenstone, che sorge sulle fondamenta del vecchio museo aperto nel 2006, è stato disegnato dallo studio architettonico Thomas Phifer and Partners e chiamato 'The Pavillions', (padiglioni). E' uno spazio da 20 mila mq composto da undici strutture, all'esterno separate ma all'interno connesse con dei corridoi vetrati. Da lontano il complesso dà l'idea di un paesino in collina italiano. Camminando tra i corridoi dei Pavillions si scorge un cortile ricoperto di acqua con vegetazione. "Il cortile - ha detto all'ANSA la Rales - è stato ispirato dal giardino di Carlo Scarpa alla Fondazione Querini Stampalia a Venezia". Per realizzare il loro progetto, i Rales hanno visitato circa 50 musei in tutto il mondo e alla fine si sono focalizzati sul museo di arte moderna 'Louisiana' in Danimarca, la Collezione Menil a Houston in Texas e la Fondazione Beyeler, alle porte di Basilea in Svizzera.

"Queste tre istituzioni - continuano i Rales - sono quelle che meglio rappresentano una visione olistica che comprende arte, natura e paesaggio, tutto ciò che noi abbiamo voluto ricreare qui". Di natura ce n'è al Glenstone. I Pavillions sono infatti immersi in circa 130 ettari tra prati, boschi e ruscelli disegnati da Pwp Landscape Architecture. Passeggiando tra i giardini ci si imbatte in sculture di diversi artisti, l'unica permanente è 'Split Rocker', una monumentale opera floreale realizzata da Jeff Koons. All'interno, invece, sono esposte 65 opere di 52 artisti della seconda metà del '900, tra cui Giacometti, Alighiero e Boetti, de Kooning, Basquiat, Pollock. "Il nostro intento - dice la Rales - è quello di collezionare opere fondamentali partendo dalla Seconda Guerra Mondiale e che hanno avuto un impatto sulla nostra storia. Crediamo che il XX e XXI secolo siano incredibilmente stimolanti a livello artistico". https://www.glenstone.org.

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