Colapesce, vi racconto la mia Sicilia

Davide Campione

SIRACUSA - I migliori artisti della nuova scena musicale italiana raccontano all'ANSA la bellezza e il fascino dei luoghi dove sono cresciuti, tracciando degli itinerari di viaggio tra musica, arte e scoperta del patrimonio locale. Prima puntata in Sicilia, con il cantautore Colapesce

Colapesce, al secolo Lorenzo Urciullo, è uno dei nomi più importanti ed affermati della nuova scena musicale italiana. Vincitore del premio Tenco 2012 per il miglior disco di debutto, 'Un Meraviglioso Declino', nel corso degli anni il 34enne siciliano ha raffinato sempre di più il suo immaginario musicale - costantemente in bilico tra canzone d’autore, pop e sperimentazione -, realizzando altri due dischi, 'Egomostro' (2015) e 'Infedele' (2017), entrambi accolti con entusiasmo dalla critica e dal pubblico. Citato dal quotidiano inglese The Guardian come esempio di musica italiana da esportazione, definito da Le Monde il più credibile erede di Dalla e Battiato, Lorenzo Urciullo è molto legato alla sua terra, tanto da prendere il suo nome d'arte da un'antica leggenda siciliana, tramandata di generazione in generazione e rielaborata anche da grandi scrittori come Italo Calvino.
In un'intervista all'ANSA tra arte e musica, Colapesce racconta le bellezze del suo territorio da un punto di vista molto personale, suggerendo itinerari e luoghi 'del cuore' da scoprire, in particolare nella zona di Siracusa, dove è nato e cresciuto.
Da poco è stato annunciato il suo nome come uno tra gli headliner del Miami Festival a Milano, il prossimo 26 maggio.

Che la Sicilia sia importante per te lo si capisce fin dal nome che hai scelto: quanga influenza ha sulla tua musica? “Molta, e spesso lo noto dopo la fase di scrittura. Tranne rare eccezioni, non decido mai tavolino. “I luoghi in cui ho vissuto” entrano da soli, quella terra è come l’acqua, si infiltra nella mia musica, nei testi. Ovunque”.
Musicalmente cos’è che ti ispira di più della tua terra? “Un insieme di cose, i cinque sensi lavorano in modo diverso rispetto a quando sono a Milano, dove vivo negli ultimi anni. Il mare è un elemento ricorrente nei miei testi, anche se non lo nomino direttamente, spesso le ambientazioni dei miei testi fanno pensare alla costa più che all’entroterra”.
Dove partirebbe un ‘itinerario’ di Siracusa e dintorni firmato Colapesce? “Da Pantalica (che è anche il nome del brano di apertura del nuovo disco ‘Infedele’, ndr), una bellissima necropoli, con una vegetazione incredibile. E' un luogo mistico dove trascorrere le giornate di afa e ci sono dei laghetti, formati da micro affluenti d’acqua, che ricordano le cartoline giapponesi”.

Quali sono i luoghi a cui sei più legato e che consiglieresti come 'tappe' iniziali? “Impossibile non passare del tempo nell’isola di Ortigia, il centro storico di Siracusa. A livello architettonico credo sia uno dei più belli d’Italia: Piazza Duomo ha la forma di un occhio e toglie il fiato, fra un Caravaggio, una granita di mandorla e una passeggiata intorno alla fonte aretusa, dove l’acqua dolce abbraccia il mare fra papiri e carpe. Obbligata, poi, la tappa al mercato del pesce e l’assaggio della caponata dei F.lli Burgio, premiata anni fa come conserva migliore d’Italia”.
Come prosegue per i lettori dell'Ansa il ‘tour’ guidato da Lorenzo Ur-ciullo? “Al Plemmirio: se siete amanti del mare senza sabbia, con maschera e tubo potrete ammirare dei fondali da sogno anche in superficie, essendo area marina protetta, e sarete circondati da pesci colorati che si perdono nell’acqua cristallina. Poi andrei a Noto: il suo baracco, conosciuto in tutto il mondo, è un giardino di pietra di rara bellezza. Di sera, l’illuminazione rende la pietra bianca e le sue ombre ancora più affascinanti: vi sentirete per qualche ora nel film di Antonioni ‘l’Avventura’.

Consigliaci i tuoi posti preferiti per colazione, pranzo, aperitivo e cena. “A Ortigia c’è il Bar Marciante, dove si può fare un’ottima colazione sicula (consiglio la sfoglia con la ricotta). Per il pranzo ci sono varie possibilità: sceglierei Oz & Cap-puccio o la salumeria gourmet dei Burgio, i quali hanno anche un bar con ottimi co-cktail al porto antico di Ortigia, con un tramonto sul mare da togliere il fiato. Per la sera si può prenotare da Sergio Turco. che con sua moglie cucina dell’ottimo pesce, oppure andare a 'Le vin de l’Assassin' ristorante franco-siculo di alto livello”.

E per la musica live quali luoghi suggeriresti? “Da qualche anno fanno un bellissimo festival che si chiama OSS (Ortigia sound system), con una line up inter-nazionale, virata verso l'elettronica ma non solo. L’altro festival ormai storico è l’Ypsigrock che si svolge a Castelbuono (Palermo, ndr), dalla parte opposta rispetto a dove vivo io, però vale la pena fare qualche chilometro in più perché il cast è sempre al top”.

Con Alessandro Baronciani hai scritto la graphic novel “La distanza”, una sorta di racconto di viaggio ambientato nella tua isola. Questo pro-getto avrà un seguito? “Non nego che il successo della graphic novel ci ha piace-volmente stupito. Chissà magari gli daremo un seguito, forse ambientandolo in Ma-rocco

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