Sulle tracce di Palladio da Vicenza a Padova

Tour architettonico tra le ville disegnate dal grande architetto

di Ida Bini

VICENZA - Nel cuore del Veneto tra dolci colline, strade tortuose, vigne e giardini rigogliosi, sorgono scenografiche ville, eleganti e funzionali, che nel Cinquecento la nobiltà veneta fece costruire al padovano Andrea di Pietro della Gondola, detto il Palladio, uno dei massimi teorici dell’architettura di tutti i tempi. Le classicheggianti e riconoscibili case di campagna e gli edifici firmati dall’architetto rientrano oggi in un tour nel Veneto che consente di scoprirne la bellezza armoniosa e l’importanza storica.

Le ville e gli edifici palladiani sono 24, tutti iscritti nell’elenco del patrimonio dell’Unesco, e ben 16 si trovano in provincia di Vicenza. Le visite partono proprio da qui, dove sorgono le ville più famose e aperte al pubblico: villa Capra detta “La Rotonda”, alle porte della città, villa Caldogno e villa Godi Malinverni nella vicina Lugo. Vicenza è anche la sede, a palazzo Barbarano, del centro internazionale di studi di architettura “Andrea Palladio” e del museo dedicato all’architetto padovano. Sempre a Vicenza si trovano altri edifici firmati da Palladio: il Teatro Olimpico, la struttura teatrale coperta più antica del mondo; la basilica palladiana, che nel 2014 è stata anche riconosciuta monumento nazionale; palazzo Chiericati, che ospita una ricca pinacoteca. E’ in questa città che Palladio lavorò ed espresse al meglio la propria arte con uno stile unico che poi altri architetti in seguito imitarono.

 

“La Rotonda” è considerata il capolavoro del Palladio ed è la villa più copiata al mondo; la sua magnificenza è stata decantata da scrittori, poeti e pittori, ma anche da statisti come Thomas Jefferson, che diffuse lo stile palladiano negli Stati Uniti. All’interno gli splendidi affreschi di Alessandro Maganza decorano il soffitto e quelli di Louis Dorigny, raffiguranti divinità greche, adornano le pareti. La villa ospita eventi, feste, concerti e incontri culturali; si può visitare esternamente tutti i giorni mentre gli interni sono accessibili il mercoledì e il sabato, da marzo a novembre. Si possono effettuare anche visite private tutto l’anno; informazioni: www.villalarotonda.it

Villa Caldogno sorge nel paese omonimo e ha gli interni decorati con affreschi che raffigurano storie romane e paesaggi. Nel 1944 l’esercito tedesco fece costruire dietro le barchesse - le costruzioni rustiche con tettoie ad archi - un bunker in cemento armato con locali attrezzati per ospitarvi malati e feriti. Oggi la villa è aperta a feste, eventi e congressi; si visita nel weekend da marzo a novembre e negli altri periodi dell’anno su prenotazione il mercoledì, il giovedì e il sabato; informazioni: www.villacaldogno.it

A Bagnolo di Lonigo c’è Villa Pisani Bonetti che fu tra le prime opere del maestro; la villa oggi si presenta incompleta poiché è priva del cortile a porticati, ma custodisce all’interno un salone centrale affrescato e maestoso. Dopo un lungo restauro, sono state riaperte nel parco le barchesse, che oggi ospitano una galleria per mostre d’arte contemporanea, un ristorante e un relais dove i visitatori possono alloggiare. La villa si visita tutto l’anno su prenotazione; informazioni: villapisani.net

Villa Godi Malinverni, a Lugo di Vicenza, è l’opera prima del Palladio: progettata nel 1540, nel tempo ha subito alcune modifiche rispetto al disegno originario. La loggia, che ricorda i palazzi veneziani, è decorata dal Padovano con un ciclo di affreschi e le sale, tutte aperte al pubblico, sono decorate con opere di Gianbattista Zelotti e Battista del Moro. Il grande parco, che ospita piante secolari e più di un chilometro di viali, giardinetti all’italiana, vasche, fontane e statue, è stato spesso usato come set cinematografico. La villa è anche sede di congressi, feste, eventi culturali e artistici; nella barchessa, inoltre, è allestito un ristorante. Informazioni: www.villagodi.com

Da Lugo con una rapida deviazione, si raggiunge Bassano del Grappa, dove si trova il celebre ponte degli Alpini, realizzato in legni su un progetto palladiano.

Infine meritano una vista anche altre due ville che, pur non essendo state progettate dal Palladio, ne ricordano il suo stile: la settecentesca villa Cordellina Lombardi di Montecchio Maggiore, con opere di Giambattista Tiepolo, e villa Valmarana ai Nani, che si trova vicino a La Rotonda, e che custodisce affreschi di Tiepolo e un raro ritratto di Palladio.

Per maggiori informazioni: www.vicenzae.org

 

Spostandosi verso Padova, città natale di Palladio dove tuttavia l’architetto lavorò pochissimo, si possono visitare Villa Cornaro a Piombino Dese, progettata intorno al 1560, e Villa Pisani a Montagnana, entrambe con portici a timpano e colonne sovrapposte, ma senza barchesse. Montagnana è una bella città medievale che conserva intatta la cinta muraria di quasi 2 chilometri; qui nel 1552 Palladio realizzò per Francesco Pisani un edificio che è villa di campagna e palazzo di città.

Da Montagnana si viaggia verso Este, città che vanta una produzione di raffinate ceramiche e luogo amato da poeti e artisti. Da qui si seguono le indicazioni per Sant’Elena e per Vescovana, due borghi che ospitano due edifici palladiani: villa Miari De’ Cumani e villa Pisani Scalabrin.

Il tour sulle tracce di Palladio prosegue per Monselice, deliziosa cittadina ricca di monumenti e di testimonianze artistiche; qui e in tutto il territorio esistono numerosi esempi di edifici in stile palladiano, di giovani architetti che imitarono lo stile del maestro, come villa Duodo, opera di Vincenzo Scamozzi con uno stile meno scenografico, e villa Emo in località Rivella, opera di Vincenzo Scamozzi. Per maggiori informazioni: www.turismopadova.it

 

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