I quattro elementi. Viaggio nell'alto Ionio cosentino

Redazione ANSA

COSENZA -  Esistono luoghi fuori dal tempo, fuori dalle principali guide turistiche, fermi ma non per questo meno interessanti di altri. Anzi. Chi ama viaggiare lo sa bene: l’autenticità e le tradizioni sono un prezioso tesoro da preservare. La zona dell’Alto Ionio Cosentino ama molto ricevere ospiti, ma per fortuna o purtroppo non ne è invasa tanto quanto le vicine coste del Cilento e del Salento, nonostante la sua vasta offerta d’accoglienza. Le difficoltà nel raggiungere i luoghi in questione, a causa della mancanza di mezzi pubblici adeguati, limita di molto il turismo contribuendo a rendere questi posti semisconosciuti. Il progetto Camera Decay questo agosto ha esplorato alcuni dei punti di interesse principali della zona, tra cultura storica e culinaria, architetture dell’entroterra e ovviamente lo splendido mare, con l’intento di svelare una piccola parte dei suoi segreti attraverso un racconto. Il video è formato da quattro “sezioni” che corrispondono ai 4 elementi della natura. La terra è rappresentata dalle zone dell’entroterra, dal silenzio dei borghi antichi, dalle rovine della magna grecia; l’aria è la forza che gioca con le barche del Circolo velico di Roseto; l’acqua del mare cristallino di Roseto Capo Spulico e Torre Spaccata e infine il fuoco, simbolo delle tradizioni culinarie e della cultura artigiana e artistica. Il racconto parte da Oriolo, un comune che conta circa 2000 cittadini (di cui gran parte residente in realtà altrove) dove si arriva con la Statale della Valle del Ferro. Arroccato su un crostone di roccia, il paese è nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. Le case più antiche sono ormai abbandonate e fatiscenti ma racchiudono un fascino che richiama quello delle architetture della vicina Matera. Camminare per le vie del vecchio borgo è come essere proiettati nel passato, quando la semplicità delle cose quotidiane era un bene prezioso. Spostandosi a Rocca Imperiale, si incontra un altro edificio di epoca Federiciana. Da quei tempi ad oggi, il paese ha subito moltissimi cambiamenti, pur rimanendo uno dei centri più visitati della zona: il castello è infatti accessibile al pubblico e palco di diverse mostre ed esibizioni. Percorrendo pochi chilometri ci si ritrova di molti secoli indietro nel tempo, nei confini di quella che oggi è la Regione Basilicata. Le Tavole Palatine a Metaponto, liberamente visitabili, sono una delle rappresentazioni dell’antico passaggio dei greci nel Sud Italia. Bastano pochi sguardi quindi per notare quanto il territorio lucano sia ricchissimo di tradizioni, cultura e storia, tra abitudini degli abitanti e siti di interesse turistico. Grazie all’impegno di alcune realtà locali come il Circolo Velico di Roseto l’offerta turistica è ogni anno sempre più ampia. Le spiagge, per lo più libere, stupiscono per la loro vastità e bellezza naturalistica come quelle a ridosso del Castello Federiciano Templare di Roseto, un esempio di bene interamente recuperato ed oggi fruibile dal punto di vista ricettivo, sia storico culturale che gastronomico e per eventi. Il viaggio alla scoperta dell’Alto Ionio Cosentino si conclude a Farneta, piccolo centro Arbëreshë nascosto al confine con il Parco Nazionale del Pollino dove ancora oggi si conservano la lingua e le tradizioni greco albanesi di secoli fa.

 

 

   

  Il video è formato da quattro “sezioni” che corrispondono ai 4 elementi della natura. La terra è rappresentata dalle zone dell’entroterra, dal silenzio dei borghi antichi, dalle rovine della magna grecia; l’aria è la forza che gioca con le barche del Circolo velico di Roseto; l’acqua del mare cristallino di Roseto Capo Spulico e Torre Spaccata e infine il fuoco, simbolo delle tradizioni culinarie e della cultura artigiana e artistica. Il racconto parte da Oriolo, un comune che conta circa 2000 cittadini (di cui gran parte residente in realtà altrove) dove si arriva con la Statale della Valle del Ferro. Arroccato su un crostone di roccia, il paese è nella lista dei Borghi più Belli d’Italia. Le case più antiche sono ormai abbandonate e fatiscenti ma racchiudono un fascino che richiama quello delle architetture della vicina Matera. Camminare per le vie del vecchio borgo è come essere proiettati nel passato, quando la semplicità delle cose quotidiane era un bene prezioso. Spostandosi a Rocca Imperiale, si incontra un altro edificio di epoca Federiciana. Da quei tempi ad oggi, il paese ha subito moltissimi cambiamenti, pur rimanendo uno dei centri più visitati della zona: il castello è infatti accessibile al pubblico e palco di diverse mostre ed esibizioni.

Info.Camera Decay

 

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