L'Iran di Patrizia, da sola, a piedi e con la tenda

Luciana Borsatti

RASHT - "Mi trovo in Iran ormai da un mese e sono stata ospitata da ben 10 famiglie. Gli iraniani sono ospitali, interessati a conoscere e farsi conoscere. E da donna sola, che dorme anche in tenda, non ho mai avuto paura".
Patrizia Perucca, fiorentina, 55 anni, è partita nel maggio scorso dall'Italia per un giro del mondo a piedi. Per arrivare in Iran è passata per i Balcani, la Grecia, la Turchia, la Georgia e l'Azeirbaijan. "Nove Paesi, ma l'Iran è quello che preferisco", dice parlando con l'ANSA al telefono dagli uffici della Scuola italiana Pietro Della Valle a Teheran, dove ha trovato altra amicizia, ospitalità e supporto.
Per arrivare fin qui ha percorso a piedi centinaia di chilometri nel nord dell'Iran, "da viaggiatrice e non da turista - ci tiene a sottolineare - perché a me piace conoscere la gente e la cultura del posto". Sul suo blog Walk your Dream (https://walkyourdream.wordpress.com) narra con immagini e brevi testi senza enfasi luoghi e incontri del tragitto tra Astara e Rasht, sul Mar Caspio. "Dedico questo articolo - scrive - a tutti quelli che prima della mia partenza erano preoccupatissimi per il mio passaggio in Iran. L'unico pericolo che ho corso e' stato quello di non riuscire a fare abbastanza km al giorno dato che gli iraniani sono un popolo socievole, curioso".
Di gente ne ha incontrato di tutte le fasce sociali, "da quelle culturalmente elevate ad altre molto umili - racconta - e quando non ci si poteva aiutare con l'inglese si parlava con il linguaggio del corpo, di figli, di nipoti … Ma ho avuto anche lunghe conversazioni in cui si parlava di cultura, perfino di filosofia con l'aiuto di Google translator". "In questo mese sono stata coccolata tanto - prosegue - con la loro ottima cucina ma anche con la loro cultura".
E delle donne iraniane, che idea si è fatta? "Per loro ci sono limitazioni, certo - risponde - ma soprattutto le giovani hanno un loro programma per il futuro. Naturalmente c'è differenza tra città e campagne, qui ci sono ancora casalinghe con tanti figli, un po' come in Italia negli anni Cinquanta".
Paura di viaggiare da sola e per giunta a piedi? "Ho amici iraniani e grazie a loro già prima di partire ero tranquilla, anche se dormire in tenda ti mette più a rischio. Ma sono stata molto rispettata, e molti uomini mi hanno anche dato la mano - in Iran un uomo non dovrebbe toccare una donna non di famiglia nemmeno con una stretta di mano, ndr - per venire incontro alla mia cultura di straniera".
Quale messaggio vorrebbe mandare agli italiani dall'Iran, tornato al centro della bufera con la propaganda negativa del nuovo presidente Usa Donald Trump? "Credo che in Europa sappiamo davvero poco di questi Paesi - risponde - molti confondono l'Iran con l'Iraq, gli arabi con i persiani, quando in realtà l'Arabia Saudita ha pochi secoli di storia e quella persiana è invece una civiltà millenaria. E poi, una cosa sono le politiche e gli interessi internazionali, una cosa i popoli. Questo è il primo Paese dove sono anche stata intervista dalla radio e dalla tv, oggi ho incontrato i ragazzi della scuola italiana, che sono molto curiosi. E con il mio blog - conclude - anche io voglio dare un piccolo contributo alla conoscenza reciproca".

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