E Dorazio scrisse dagli Usa: "Qui sì che si vende"

Sue lettere inedite in una mostra a Roma sul rapporto con Balla

Luciano Fioramonti ROMA

(ANSA) - ROMA, 23 NOV - Un intervallo di 40 anni lega le opere del futurista Giacomo Balla e di Piero Dorazio: a vederle accostate nella minuscola galleria Futurism & Co, nel cuore di Roma, la frattura temporale svanisce. Del resto il titolo stesso della rassegna - "Quello che ho imparato da Giacomo Balla" - è il riconoscimento dell' influsso esercitato dal maestro del Futurismo sull'artista romano, uno dei padri dell' astrattismo italiano.
    I 26 lavori in mostra fino al 20 gennaio sono presentati secondo un rapporto di assonanza stilistica dalla fine degli anni Quaranta alla fine dei Sessanta, spiega il curatore Giancarlo Carpi. Il momento centrale di questo percorso cade nel 1954, quando Dorazio a New York organizza con il collega Achille Perilli una mostra di opere di Balla. In tre lettere inedite all' amico (di cui sono esposti gli originali) Dorazio descrive gli effetti che una rassegna sugli artisti futuristi avrebbe per i contemporanei favorendo "tutte quelle possibilità che qui realmente esistono, di vendere, di avere visite allo studio di Roma, di avere mostre e in fondo di vendere un mucchio di roba. Per noi italiani qui non esiste reputazione e perciò bisogna farsela e io pensavo che cominciare con Balla fosse un' ottima cosa". Quella mostra "garantì il successo dell' astrattismo italiano", osserva Carpi sottolineando lo spirito di gruppo che mosse Dorazio e Perilli "per affermare la propria proposta artistica". Uno spirito di gruppo che "oggi sembra essersi perduto, almeno in parte. Perché la storia dell' arte è fatta, oggi come allora,anche dalla militanza e dall' azione concreta di tutti i suoi attori". Tra le opere in esposizione spiccano le due versioni di "Rumoristica plastica Baltrr" di Giacomo Balla - la più grande, del 1914, acquistata da Sotheby's, l'altra del 1916 - riunite per la prima volta ed esposte in passato in più occasioni. La galleria Futurism&Co, in via Mario de' Fiori, nasce come estensione del sito "Futurism", che dal 2001 mette a disposizione di mostre e musei le opere dei collezionisti. Con questo evento muove ufficialmente i suoi primi passi con l' obiettivo di stringere un rapporto con il pubblico ospitando nei suoi appena 30 metri quadrati rassegne e appuntamenti che mettano a confronto stili e artisti, diversi sì ma "compagni di viaggio".
   

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