Il giallo della Gioconda nuda, forse opera di Leonardo

Un’equipe di esperti sta analizzando il disegno al Louvre

di Danilo Ceccarelli PARIGI

PARIGI - La Gioconda nuda, celebre disegno conservato al museo Condé nel castello di Chantilly, è stata realizzata da Leonardo da Vinci? Questo il mistero che un'equipe di studiosi del Centro di ricerche e di restauro dei Musei di Francia sta cercando di risolvere da un mese, analizzando la celebre opera in uno dei locali situati nel sottosuolo del museo del Louvre. Un'operazione realizzata nel massimo segreto e svelata solo adesso da Le Figaro. Ricercatori ed esperti stanno cercando di fare luce su un giallo che da anni assilla il mondo dell'arte, sottoponendo il quadro a una serie di esami di riflettografia, luce rasente, radiografie e fluorescenza ai raggi X.

Conosciuto anche con il nome di "Monna Vanna", il disegno a carboncino con pigmenti bianchi della grandezza di 72 centimetri per 54 è stato realizzato tra il 1485 e il 1583 e rappresenta una figura femminile senza veli, colta in una posizione analoga a quella della celebre Gioconda. Anche il sorriso è simile, con quello sguardo ammaliante capace di ipnotizzare ogni volta lo spettare. Una creazione di stampo leonardesco, che presenta una somiglianza impressionante con l'opera più famosa, portando così molti critici a credere che si tratti addirittura di una bozza preparatoria della Monna Lisa.

La Gioconda Nuda passò nelle mani di Henri d'Orleans nel 1897, periodo in cui era attribuita all'artista toscano. Nel corso degli anni, però, la critica si è divisa sulla paternità del disegno. Secondo gli esperti è quasi certo che è stata realizzata nella bottega di Leonardo e che lo stesso artista ci abbia messo mano. I primi risultati confermerebbero che è un originale e che alcuni tratti del viso sono stati realizzati da una mano destra.

    Un dato significativo visto che Leonardo era mancino, anche se gli esperti sono riusciti a dimostrare che i tratti sono stati aggiunti in seguito. Resta poi il mistero dello sfondo, ricoperto in un secondo momento con uno strato di tempera grigia per motivi sconosciuti. "Questo disegno è, almeno in parte, del maestro" ha affermato il curatore del museo Condé, Mathieu Deldicque. Di fondamentale importanza sarà stabilire il periodo esatto della sua creazione, per capire se sia anteriore o posteriore alla Monna Lisa.

    "Questo disegno, molto rovinato ai margini ma di una notevole qualità al livello del viso e delle mani è sicuramente un cartone preparativo a un olio" ha spiegato Deldicque. Il modello della Gioconda nuda era parecchio diffuso all'epoca. Ad oggi in tutto il mondo se ne contano circa una ventina.

    "Quadri simili corrispondono a una tendenza nata negli ambienti neoplatonici fiorentini degli anni del 1480, gli stessi che ha conosciuto Leonardo" ha affermato Deldicque. Le ricerche sull'opera continueranno ancora un mese. La tela verrà esposta al pubblico del museo di Chantilly nel 2019, per i 500 anni dalla morte di Da Vinci. Per quella data, gli esperti sperano di aver risolto questo rompicapo. (ANSA)

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