La magia delle cave museo di Carrara, cattedrali di marmo

Tra il mare e le Alpi Apuane, viaggio nelle cave amate da Michelangelo

di Ida Bini

CARRARA - Dalla spiaggia di Marina di Carrara, dove la sabbia contente polvere di marmo è unica al mondo, si percorrono 8 chilometri e si arriva alle Alpi Apuane con le sue cave tra le più prestigiose al mondo, oggi trasformate in affascinanti musei.

Al confine tra Liguria e Toscana le cave hanno sempre attratto per maestosità e per la bellezza del loro marmo; persino Michelangelo Buonarroti ne rimase colpito dopo aver visitato le cave del Polvaccio, dove acquistò blocchi di statuario per realizzare le sue sculture.

Se si arriva alle cave all’ora del tramonto lo spettacolo è garantito: il candore delle montagne scavate per secoli da picconi e mine si colora di rosa mentre il sole scende nel mare, oltre Punta Bianca. I bacini marmiferi di Carrara sono diventati un’attrazione turistica unica, suggestivi musei da visitare con tour guidati a piedi, in auto, in jeep e persino in bicicletta.

La prima cava da visitare è quella di Fantiscritti, immersa in un paesaggio aspro e impressionante, poco più a nord di Carrara. La visita, che dura 45 minuti, riporta indietro nel tempo e permette di scoprire la storia e l’utilizzo del pregiato marmo estratto da secoli; durante la visita le guide spiegano le fasi dell’antica lavorazione e del trasporto del marmo - anche con rievocazioni storiche - e soprattutto l’aspetto sociale, duro e faticoso, affrontato dai tanti cavatori. All’interno della cava-museo, infatti, sculture a grandezza naturale mostrano la vita di intere famiglie di lavoratori fino al 1960. Durante il suggestivo percorso si attraversano gli alti ponti di Vara, costruiti per sostenere il trenino a vapore che fino agli anni Sessanta trasportava il marmo al porto di Marina di Carrara; si cammina lungo il tracciato dell’ex ferrovia del marmo e si entra nelle maestose grotte bianche scavate nella roccia fin dall’epoca preromanica. 

Interessante è anche la cava 177, ancora attiva e da visitare accompagnati da un cavatore: qui si osservano i macchinari usati per l’escavazione del marmo - dal filo diamantato alle ruspe - e si conosce la storia del marmo bianco.

Un’altra cava da visitare si trova all’interno del parco delle Alpi Apuane, a 1240 metri davanti al monte Sagro: è la cava dei Poeti, in località Morlungo, sulle cui pareti nel 2002 sono state scolpite frasi di uomini illustri e di poeti famosi, da Mario Luzi ad Alda Merini, da Vincenzo Consolo a Fabrizio De Andrè. Lo spazio oggi è un anfiteatro utilizzato per spettacoli e concerti. Non lontano sorge il borgo di Colonnata, interamente scolpito nel marmo; è anche la terra del celebre lardo, conservato nelle antiche grotte.

E’ bello anche se un po’ faticoso percorrere le cave in bicicletta: per tre ore si pedala dal centro di Carrara fino a Codena; si prosegue per Bedizzano e con una salita di 2 chilometri si raggiunge Colonnata; da qui si scende fino alle cave di Fantiscritti da dove si attraversano le gallerie fino ai celebri ponti di Vara. Un’altra galleria conduce, invece, alle cave di Torano.

Per scoprire le opere realizzate con il marmo è bene arrivare a Carrara: il centro storico è un gioiello con sue viuzze, le piazze, l’abbazia di sant’Andrea, dell’XI secolo, e La Rocca Malaspina, sede dell’Accademia delle Belle Arti, santuario della scultura mondiale. L’Accademia, inoltre, accoglie nel portico del cortile quattrocentesco un’importante collezione di marmi romani con soggetti figurativi, religiosi e architettonici; la visita è su prenotazione al sito: www.accademiacarrara.it

In città ci sono una cinquantina di laboratori artistici che lavorano la famosa roccia calcarea bianca; merita una visita, infine, il Museo civico del marmo, dove sono raccolte in sei sezioni interne e un’area esterna importanti collezioni marmoree. Il museo ospita anche un nuovo spazio multimediale sulla cultura del marmo.
Per maggiori informazioni: www.comune.carrara.ms.gov.it

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