La Luce e l'oro di Bizhan Bassiri alla Biennale

Lo scultore, che ha vissuto a lungo in Italia, nominato 'ambasciatore' della cultura nel mondo

Elisa Pinna VENEZIA

VENEZIA - Bizhan Bassiri, uno dei massimi scultori e artisti iraniani che aveva lasciato 40 anni fa il suo Paese per trasferirsi in Italia, è stato scelto dal nuovo direttore del museo di arte contemporanea di Teheran, Majid Mollanoroozi, come 'ambasciatore' dell'arte iraniana nel mondo. All'artista è stato affidato il compito di rappresentare l'Iran nel Padiglione che parteciperà alla prossima Biennale di Venezia a Palazzo Donà delle Rose in maggio.

Bassiri è autore di opere grandiose, dedicate a temi metafisici o simbolici come la 'Riserva Aurea del Pensiero Magmatico', 'La luce', 'I serpenti d'oro', il 'Meteorite' (fotogallery messa a disposizione da Francesca Cusumano), ospitate sia in musei e piazze della Repubblica islamica, sia in gallerie e spazi italiani.

Il progetto di Bassiri per la Biennale di Venezia è stato presentato mercoledì 8 marzo a Chogha Zanbil in Iran. La scelta del luogo non è casuale perché qui si trova il primo sito riconosciuto in Iran come patrimonio Unesco, per la presenza di una delle ziqqurat più antiche fra quelle al di fuori della Mesopotamia.

Dal deserto, il 9 marzo, l'itinerario persiano si sposterà ad Abadan, città dell'Iran sud occidentale per l'inaugurazione del nuovo museo di arte contemporanea, "succursale" di quello di Teheran, dopo circa 20 anni dall'inizio dei lavori. A maggio il lungo tour, che si snoderà per il vasto territorio della Repubblica islamica e poi passerà in Italia, con tappe a Roma, Todi e Chiusi, raggiungerà Venezia dove sarà allestita la mostra "Tapesh" cioè il 'battito del cuore': "quando l'emozione prevale sulla ragione e genera la visione".
   

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