Da Pescia a Trentino ecco Medieval Italy

Rete Comuni lancia nuovi percorsi, settore da +10% incoming

di Daniela Giammusso

Ritrovarsi al centro del Palio degli Arcieri a Pescia o nel mezzo del Balestro del Grifalco a Massima Marittima. Incamminarsi sulle tracce di San Francesco o sulle mura della Rocca di Staggia. E poi provare la vera vita da Cavaliere dormendo sotto gli affreschi del Castello di Zumelle, assaporando un calice di vino a Castel Petraio o scoprendo le peripezie di pellegrini e viandanti all'antico Spedale del Bigallo. ''Oggi lanciamo ufficialmente il turismo medioevale in Italia.

    Non solo luoghi, ma vere e proprie 'experience history'''. Così Oreste Giurlani e Renato Chiti, presidente e direttore protempore dell'A.N.C.L.M., presentano ospiti all'Enit l'Associazione Nazionale Comuni Luoghi del Medioevo, nata nel 2013 proprio per ''mettere in rete quelle realtà piccole, tra i 5 e i 20 mila abitanti, con un'identità forte legata al Medioevo, per urbanistica, cultura, agiografia''. Una vera Medieval Italy che oggi, con Pescia capofila conta già 13 comuni affiliati in 5 regioni (San Leo, Serravalle Pistoiese, Cassine, Incisa Scapaccino, Cremolino, Mombaruzzo, Montabone, Mombaldone, Casteldelci, Savognano sul Panaro, Madruzzo, Saint Denis). ''Entro la fine dell'anno - dice Giurlani (che di Pescia è anche sindaco) - entreranno ufficialmente nell'Associazione anche Pienza, Volterra, Montepulciano, Filizzano, Coreglia Antelminelli e San Miniato. Ma su 8.150 comuni, in Italia sono addirittura 800 quelli con un'iniziativa medioevale codificata''.

    ''Il Medioevo spesso - aggiunge Chiti - è visto come il secolo buio. In Italia poi resta 'schiacciato' da altri tipi di turismo culturale, legati al Rinascimento e al barocco. Noi vogliamo promuoverlo e dargli un'identità, qualificandolo anche oltreoceano, perché non ci vedano come il turismo delle cornamuse: non è quello il nostro medioevo''. Una nicchia all'interno del turismo culturale, ma di grandi potenzialità. ''Uno studio sui flussi in Trentino - prosegue - calcola un +10% di incoming dal mercato del nord America'', al momento il più interessato insieme a ''Polonia, Austria e Inghilterra''.

    Ecco allora che si lavora intorno a tre filoni: le Vie storiche, dalla Cassia alla Via del Sale, ''per promuovere luoghi come ad esempio la Rocca di Staglia e Poggibonsi, che non sono noti come Siena, ma che sotto un marchio comune possono interessare i tour operator''; le rievocazioni storiche; e le esperienze dirette, come Cantine&Castelli, uno dei primi prodotti Medieval Italy e tema principale della VI Festival del Turismo medievale, a Trento il 15-16 ottobre prossimi. L'idea, spiega ancora Chiti, ''è creare un format che abbini percorsi 'castellari' e percorsi di vino''. Si parte dal Trentino, che, forte dei suoi ''46 castelli e 30 cantine'', come il Buonconsiglio che da solo conta già 125-135 presenze annue, sarà il protagonista del ''primo cofanetto regalo ad alto contenuto storico, in vendita in tutta Italia a dicembre: degustazione in cantina con vini d'eccellenza e ingresso a castello per due a 49 euro. Partiamo con 2-4 mila copie e se va bene si prosegue con Toscana, Umbria e Marche''.

    Già si lavora poi a sinergie con i Borghi più belli d'Italia e le Bandiere arancioni, puntando molto ''su collaborazioni pubblico-privato. Primo sogno? Tornare il prossimo anno all'Enit con un prodotto così qualificato da ottenere la 'categoria turistica'''.
   

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