Nittardi, il vino diventa arte nella tenuta di Michelangelo

Sulle orme del maestro continua binomio con grandi artisti

Redazione ANSA MILANO

MILANO - Quando il vino incontra l'arte o esso stesso è arte: nel cuore del Chianti classico, a Castellina in Chianti l'azienda vinicola Nittardi, proprietà della famiglia Femfert, si muove, sulle orme di Michelangelo, 550 anni dopo che il Buonarroti si innamorò della loro terra, durante un viaggio mentre progettava migliorie alle mura della Repubblica fiorentina. Ne rimase così colpito, il maestro, che nel 1549, mentre lavorava alla Cappella Sistina, acquistò la tenuta. Il vino prodotto in questo luogo era così speciale che l'artista volle farne dono a Papa Giulio II.

E' il 1981 quando Stefania Canali (storica) e il marito Peter Femfert (editore e gallerista), ne rimangono stregati e decidono di acquistare Nittardi percependo l'enorme vocazione di questo luogo per la viticoltura e l'arte. Peter Femfert è uno storico gallerista tedesco (Die Galerie) e si è distinto per aver colto gli emergenti sviluppi artistici del ventesimo secolo. Dal 1981 intraprende per Nittardi un fortunato sodalizio con artisti di fama internazionale, che interpreteranno il Chianti Classico "Casanuova di Nittardi" (un Sangiovese in purezza molto profumato e persistente che trascorre 14 mesi in botti esauste) impreziosendo un numero limitato di bottiglie, trasformando ogni annata in un'opera d'arte firmate dai più grandi nomi dell'arte moderna e contemporanea, non solo figurativa, da Mimmo Paladino a Gunter Grass, da Dario Fo a Yoko Ono per citare solo alcuni, più noti al grande pubblico. Nel 2011 alla Galleria d'arte contemporanea Edieuropa a Roma, Peter Femfert e la moglie fanno conoscere al pubblico italiano la loro preziosa collezione che consta ad oggi di 73 opere firmate dai più grandi nomi dell'arte moderna e contemporanea. A questa prima mostra ne sono seguite altre in Italia e all'estero accompagnate da un catalogo delle opere. Nel 2013, il figlio maggiore, Léon Femfert, dopo aver trascorso anni della sua vita ad acquisire esperienze in varie zone vinicole del mondo ha deciso di occupare il suo posto nel cuore dell'azienda e proseguirne la storia. Alla degustazione organizzata a Milano, oltre al Casanuova del 2015 (come tutte le annate avvolto in un 'opera d'arte appositamente realizzata da un grande artista, l'inglese Joe Tilson) l'azienda ha presentato il suo vino principe il 'Nectar Dei', annata 2013, un uvaggio di Cabernet Sauvignon, Merlot, Petit Verdot e Syrah, così battezzato a memoria dell'antico nome con cui Nittardi viene citato in un documento del 1183. Questo non nasce in Chianti ma nei vigneti maremmani dell'azienda e matura 24 mesi in barriques di rovere francese cui segue un affinamento di 12 mesi in bottiglia. Pure nei 20 ettari di Maremma viene prodotto 'Ad Astra' (Sangiovese 40%, Cabernet Sauvignon 25%, Merlot 20%, Syrah 5%, Cabernet Franc 5%, secret grape varieties 5%) di cui e' stato presentato sempre un 2015 dal bel colore rubino, speziato, profumo di cilegia e ben persistente. Dai terreni di Castellina in Chianti provengono, come il Casanuova, gli altri vini presentati, il Belcanto sempre 2015 e una preziosa Nittardi Riserva 2013 (Sauvignon 95% e Merlot 5%, 3 bicchieri rossi dal Gambero Rosso 2017), perfetta fusione fra struttura, morbidezza e sapidità.

Finale lungo e persistente. (ANSA).

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