La riscossa dei vini leggeri, in libro percorso di scoperta

Per Castagno, Gravina e Rizzari, stimolano il sorso successivo

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 14 NOV - Alla ribalta i vini che stimolano il sorso successivo: spesso freschi e di pronta beva, talvolta più complessi ma sempre particolarmente agili e spontanei. A metterli in luce tre talent scout di provata esperienza nella critica enologica - Armando Castagno, Giampaolo Gravina e Fabio Rizzari - autori del libro "Vini da scoprire, La riscossa dei vini leggeri - Giunti Editore - 256 pagine - 20 euro) presentato, sul filo dell'ironia e dell'originalità, da Romeo, con vini in abbinamento ai piatti di chef Cristina Bowerman. "Spesso il vino viene sacralizzato dagli addetti ai lavori o dissacrato. Noi abbiamo cercato il giusto punto di mezzo per valorizzare piccoli artigiani e la leggerezza strutturale che non è leggerezza di gusto" ha sottolineato Fabio Rizzari. "Il lettore - a giudizio di Armando Castagno - sembra scomparso dall'orizzonte di molte guide enologiche che sembrano rivolgersi ai produttori. La nostra non vuol essere una guida esaustiva, ma una scelta convinta nel mio caso di 40 etichette 'da strabere' per costruire uno scaffale ideale. Indichiamo una via alternativa nella degustazione: la facilità di beva. Il tutto con toni leggeri, ironia e uno stile bislacco che arrivano ad abbinamenti 'patafisici' come il brodo di talpa". Il volume dei tre autori si vuole smarcare dalla critica vinicola. "Ci sentiamo più in sintonia con gli artigiani del vino - ha detto Giampaolo Gravina - e con loro coltiviamo la vocazione a coltivare il proprio palato. Il linguaggio scelto è privo di tecnicismi, ma si radicalizza l'esigenza di sconfinare attraverso testi dove amiamo divagare e delineare una diversa geografia dei territori. Qui il vino dialoga con l'arte e con la geologia in modo non solenne né velleitario. Siamo convinti che la gerarchia dei territori andrebbe ripensata anche alla luce dei paesaggi vitati in zone estreme come sotto il Dolcetto sotto il Monte Rosa, e della storia delle viticoltura. Da qui l'impegno a dare luce a vini dimenticati come il Cerasuolo". In ogni scheda grande è anche l'attenzione agli abbinamenti col cibo, un invito al bere e mangiare bene.(ANSA).

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