Made in Italy, pastori Coldiretti chiedono Cacio romano Dop

In Usa taroccati 7 pecorini su 10

Redazione ANSA ROMA

ROMA - 21 NOV - Arrivare al più presto al riconoscimento, tutela e valorizzazione della nuova denominazione "Cacio Romano DOP che possa meglio rappresentare le distintività e assicurare prospettive di futuro agli allevamenti di pecore delle campagne laziali. E' quanto chiedono i pastori della Coldiretti che manifestano al Foro Traiano nel centro storico di Roma ricordando inoltre che negli Stati Uniti 7 pecorini di tipo italiano su 10 sono "tarocchi" nonostante il nome richiami esplicitamente al Made in Italy.

L'importante riconoscimento in sede europea è necessario per mettere in evidenza le peculiarità di prodotto, di processo e di destinazione di mercato del formaggio "Cacio Romano Dop" consolidate nel tempo. La pastorizia nel Lazio - sottolinea la Coldiretti - ha tradizioni secolari ed oggi conta su 3000 allevamenti con un patrimonio di 750.000 pecore e 359 imprese di trasformazione impegnate in una produzione con una specifica tradizione e qualità. Per questo - chiedono i pastori laziali - è necessario che anche all'interno della denominazione Pecorino Romano sia garantita una maggiore tracciabilità e riconoscibilità della produzione laziale, caratterizzata da differenti caratteristiche qualitative.

Pochi formaggi al mondo vantano origini così antiche come il Pecorino Romano. Gli antichi romani - ricorda la Coldiretti - apprezzavano il Pecorino Romano: nei palazzi imperiali era considerato il giusto condimento durante i banchetti mentre la sua capacità di lunga conservazione ne faceva un alimento base delle razioni durante i viaggi delle legioni romane. Le prime testimonianze del Pecorino Romano risalgono dunque all'Impero Romano: originario dell'Agro Romano è descritto dettagliatamente nelle opere di molti autori dell'Antica Roma come Plinio il vecchio, Marco Terenzio Varrone, Lucio Giunio Moderato Columella e Publio Virgilio Marone.

Proprio nel trattato "De re rustica" dello scrittore di agricoltura Columella è riscontrabile una minuziosa descrizione delle tecniche di lavorazione del latte ovino. Infine Coldiretti ricorda che negli Usa la produzione di imitazioni dei pecorini italiani nel 2015 ha raggiunto il quantitativo di quasi 25 milioni di chili, con una crescita esponenziale negli ultimi 30 anni, mentre gli arrivi dei prodotti originali dall'Italia sono risultati pari a 10,81 milioni di chili nello stesso anno. Oltre la metà della produzione di Romano cheese e similari - spiega - viene realizzata in Wisconsin, ma ingenti quantità si producono anche in California e nello Stato di New York. Se il nome è simile, le caratteristiche sono profondamente differenti perché il formaggio Made in Italy originale deve rispettare rigidi disciplinari di produzione con regole per l'allevamento e la trasformazioni e un rigido sistema di controlli, a differenza di quello realizzato negli Stati Uniti che peraltro non contiene neanche una goccia di latte di pecora ma è ottenuto - precisa la Coldiretti - da quello vaccino.

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