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Terra Madre, da tutto mondo per cambiare abitudini nel cibo

#foodforchange è il filo conduttore nei 5 giorni della rassegna

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TORINO - Cibo e cambiamento, due parole chiave per spiegare che "decidere cosa mettiamo nel carrello o nel piatto può essere un atto politico". E sono le due parole chiave riunite sotto la dicitura #foodforchange di quello che non è solo il tema dell'edizione 2018 di Terra Madre-Salone del Gusto, in programma a Torino dal 20 al 24 settembre, ma che, come evidenzia Giorgia Canali del Comitato Esecutivo di Slow Food, "rappresentano il filo conduttore di tutta l'attività di Slow Food".

Due parole che racchiudono il senso di un impegno su un tema che, dice la Canali, "ha risvolti sull'ambiente, sulla salute, sulla qualità della nostra vita e del mondo in cui viviamo. E che incide anche sotto il profilo dei diritti, e i braccianti morti in Puglia ce lo hanno ricordato in modo chiaro. Ma c'è anche - aggiunge - il senso della convivialità, della comunità, del conoscere culture ed esperienze diverse attraverso il mondo del cibo". Temi che caratterizzano l'azione di Slow Food e che i 5 giorni di manifestazione vogliono amplificare e diffondere.

"Per noi - spiega Giorgia Canali - il Salone è un momento fondamentale, un momento di grande festa per tutti, di incontro, di scambi ma anche un momento 'politico'". A Terra Madre Salone del Gusto, infatti, "si scambiano esperienze, si fa il punto della situazione, si individuano degli obiettivi e si mettono a punto strategie per raggiungerli. Ogni Salone - aggiunge - è un punto di ripartenza". Quest'anno a fare da filo conduttore sarà appunto il tema #foodforchange che, spiega la Canali, "sarà affrontato in 5 grandi aree tematiche da ciascuna della quali verranno fuori impegni per il futuro". Per Slow Food la volontà "è quella di essere sempre più forti dal punto di vista della comunicazione per far capire che parlare di cibo non è solo parlare di ricette ma avere un'attenzione a 360 gradi su tutto il percorso del cibo con l'obiettivo di innescare davvero il cambiamento". E per fare questo, dice la Canali, "bisogna evitare il più possibile l'autoreferenzialità aprendoci sempre di più ad altre esperienze, a chiunque possa aiutarci a portare avanti i nostri obiettivi. E l'apertura in termini associativi - dice - si rispecchia anche nel Salone che quest'anno è ancora più aperto alla città e a tutta la regione, coinvolgendo il maggior numero di persone e tutto il territorio". Un evento che non si può racchiudere in uno slogan o una parola. "Una parola non basta - conclude la Canali - perché Terra Madre Salone del Gusto è un mondo poliedrico e multiforme".

In collaborazione con:
Slow Food

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