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Mercato di Terra Madre, il lungo viaggio dei cibi esotici

Dopo controlli e burocrazia, in vendita con totali garanzie

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TORINO - Fatture ed etichette da 'costruire' e una lunga trafila di controlli per garantire che tutte le norme sulla sicurezza e l'igiene vengano rispettate. Per i cibi esotici che arrivano in Italia a Terra Madre Salone del Gusto il viaggio è lungo, non solo in termini di spazio. E ci sono anche prodotti che non riescono a superare il divieto, per i gravi problemi nei paesi d'origine. All'edizione 2018 della rassegna organizzata da Slow Food con la Regione Piemonte e la Città di Torino, non ci saranno, per esempio, i datteri delle oasi libiche tanto apprezzati dal pubblico nelle precedenti edizioni.
L'uvetta abjosh di Herat (Afghanistan), invece, arriverà a Torino su un un aereo militare, grazie alla collaborazione del ministero della Difesa, dell'Esercito Italiano e del Comando Operativo di vertice Interforze (Coi).
Per alcuni prodotti "si procede - spiega Alessandra Turco, responsabile del settore nella Fondazione Slow Food per la Biodiversità - importando con largo anticipo un campione che viene consegnato, per le dovute analisi, all'Istituto Zooprofilattico di Piemonte-Liguria-Valle d'Aosta e al Laboratorio Chimico della Camera di Commercio di Torino. Se gli esiti sono conformi alla legislazione nazionale ed europea su igiene e sicurezza alimentare, i risultati vengono spediti al ministero della Salute e si richiede una deroga. Nei giorni precedenti Terra Madre - prosegue Alessandra Turco - i prodotti sono controllati dall'Asl di Torino, per essere venduti in totale sicurezza ai visitatori. La merce invenduta viene distrutta perché la deroga alla vendita vale solo nei giorni dell'evento".
Tra i prodotti che devono superare ostacoli burocratici particolari ci sono il miele di melipona, in arrivo dall'Africa, e il formaggio a latte crudo. "La Ue - spiega Alessandra Turco - considera mieli solo quelli dell'Ape europea, ma in Africa, Asia e America Latina esiste anche una famiglia delle melipone, minuscole api senza pungiglione che producono un miele liquido, aromatico, usato come dolcificante e nella medicina naturale". La soluzione è che quel miele a Terra Madre si potrà trovare con l'etichetta "crema spalmabile di apicoltura nativa". Quanto al latte crudo, per legge si possono importare solo dall'Unione Europea e da un ristretto numero di altri Paesi.
Per quella ricchezza di biodiversità che in Italia (e non solo) si può trovare solo a Terra Madre Salone del Gusto arrivare a Torino non è facile "ma - conclude la responsabile del settore nella Fondazione Slow Food - grazie all'esperienza sviluppata nelle precedenti edizioni e alla collaborazione della cooperativa di commercio equo-solidale 'Scambi Sostenibili', ora sappiamo come muoversi. Ed è fondamentale il sostegno della rete Slow Food locale, che svolge un'intermediazione basilare sotto molti punti di vista, primo fra tutti la lingua". 

In collaborazione con:
Slow Food

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