Agricoltura: Istat,boom del vino ma pesano cambiamenti clima

Forte ripresa produzione di mele (+25,6%), dopo crollo del 2017

Redazione ANSA ROMA
(ANSA) - ROMA, 14 MAG - Nel 2018 il prodotto agricolo con la migliore performance è stato il vino. La sua produzione è cresciuta del 16,2% in volume e del 31,5% in valore, con un deciso aumento dei prezzi alla produzione connesso, essenzialmente, al miglioramento della qualità. Lo evidenzia l'Istat nel rapporto sull'andamento dell'economia agricola, nel ricordare che sono oltre 500 i vini Dop/Dopg e Igp certificati dall'Unione europea i quali rappresentano il 90% del valore della produzione. Nell'ambito della produzione frutticola, si segnala la forte ripresa della produzione di mele (+25,6%), che recupera quasi completamente la contrazione del 2017 (-28,8%), anno che aveva fatto registrare il risultato peggiore dal 1980.

Buono è stato anche il risultato per le coltivazioni industriali, quelle foraggere e floricole, cereali e ortaggi. Un calo si è avuto invece perle produzioni agrumicole e, in misura più lieve, per quelle zootecniche.

I cambiamenti climatici dell'ultimo decennio, continua l'Istat, hanno condizionato la redditività del settore agricolo.

Le perdite di raccolta dovute a calamità naturali hanno assunto, negli ultimi anni, un carattere ricorrente. Varie produzioni ne sono state interessate, ad esempio il vino nel 2017 (-16%) e nel 2014 (-8,9%), il mais nel 2015 (-22,2%) e nel 2012 (-19,4%), l'olio nel 2016 (-39,5%) e nel 2014 (-39,3%), le patate nel 2013 (-12%) e nel 2010 (-13,4%), il frumento duro nel 2017 (-16,4%) e nel 2009 (-29,4%), le pesche nel 2018 e (-11,9%) e nel 2017 (-13,7%), le mele nel 2017 (-21,6%) e nel 2012 (-14,6%). Per quel che riguarda i prezzi, gli andamenti sono stati molto differenziati. Nel 2018 si sono registrati aumenti sensibili dei prezzi alla produzione per le coltivazioni foraggere (+18,9%), la viticoltura (+13,2%) e la frutta (+10,4%),più contenuti per i cereali (+2,9%). Diminuzioni, invece, hanno interessato i prezzi delle produzioni olivicole (-10,6%), delle coltivazioni industriali (-5,8%), degli ortaggi (-3,9%), degli agrumi (-3,5%) e delle produzioni zootecniche (-2,2%).(ANSA).

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