L'Italia ha perso un quarto delle sue campagne in 25 anni

In Giornata della Terra marce e appelli a tutela terre fertili

di Alessandra Moneti ROMA

Negli ultimi 25 anni l'Italia ha perso oltre un quarto della terra coltivata (-28%). E' quanto stima Coldiretti in occasione della Giornata della Terra, l'Earth day che si celebra in tutto il pianeta anche con marce degli scienziati in difesa della lotta ai cambiamenti climatici.

"Proteggere le terre fertili è un impegno che ci riguarda tutti" sottolinea il ministro delle Politiche agricole Maurizio Martina, che chiede al Parlamento, in un post su Facebook, "di arrivare presto all'approvazione della prima legge nazionale contro il consumo di suolo in Italia. Passa da qui - per Martina - una prospettiva fondamentale del nostro futuro, e anche della nostra agricoltura. Dobbiamo proseguire il percorso intrapreso con gli impegni assunti ad Expo con la Carta di Milano, come abbiamo fatto con le leggi per la tutela della biodiversità e contro gli sprechi alimentari". Inoltre, ricorda il ministro Martina, "proprio quest'anno abbiamo attivato la Banca nazionale delle terre agricole, uno strumento nuovo per valorizzare il patrimonio fondiario pubblico e riportare all'agricoltura anche le aree incolte, incentivando al massimo il ricambio generazionale. Vorremmo ottenere due importanti risultati: quello di semplificare, soprattutto per i giovani, l'accesso alla terra e anche quello di assicurare che il suolo torni ad essere destinato all'agricoltura. Perché dove c'è agricoltura c'è cura per la terra, per il paesaggio e per la comunità".

Lungo la nostra penisola sul banco degli imputati, secondo la Coldiretti, "cementificazione e abbandono dei terreni provocati da un modello di sviluppo sbagliato che ha ridotto la superficie agricola utilizzabile in Italia ad appena 12,8 milioni di ettari. Il risultato è che sono saliti a 7.145 i comuni italiani, ovvero l'88,3%, che sono a rischio frane e/o alluvioni, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Ispra. Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l'Italia - è l'appello Coldiretti - deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile".

Ma il tema è a livello comunitario: qui la task force formata da Acli, Coldiretti, Fai, Inu, Legambiente, Lipu, Slow Food e Wwf e altre 500 associazioni promotori di "People4Soil" hanno lanciato un appello affinché la Commissione Europea faccia la sua parte in riferimento all'obiettivo delle Nazioni Unite: 'fermare il degrado di suolo a livello globale entro il 2030'.

Intanto però a 47 anni dal primo Earth Day, lamenta il Wwf, "la situazione ambientale del Pianeta è andata purtroppo peggiorando, anche se non manca la speranza di riuscire a invertire la rotta. Senza una natura sana e vitale non può esserci né sviluppo né benessere per l'umanità. Non solo la politica e l'economia devono riconoscerlo ma le contabilità economiche non possono non dipendere da quelle ecologiche". In tal senso da noi "rappresenta un passaggio epocale - conclude il ministro dell'Ambiente Gian Luca Galletti - l'introduzione nel Def dei nuovi parametri per la valutazione del benessere del Paese, i Bes, indicatori di benessere equo e sostenibile".(ANSA)

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA