Agricoltura: riforma bio, Consiglio Ue pronto a rush finale

Compromesso su tavolo però non piace affatto a industria settore

Redazione ANSA BRUXELLES
(ANSA) - BRUXELLES, 14 GIU - Rush finale per i 28 Stati membri dell'Ue sulla riforma dell'agricoltura 'bio'. A sbloccare l'impasse sul controverso dossier, che terrà banco al prossimo Consiglio Ue martedì a Lussemburgo, potrebbero essere due fattori chiave. Il primo è che per la presidenza di turno lettone si tratta dell'ultima chance di arrivare ad un accordo prima del passaggio del testimone a luglio con i lussemburghesi, "che non hanno l'agricoltura biologica fra le loro priorità" riferiscono fonti Ue. Il secondo è la spada di Damocle che pende sul dossier, e cioè il rischio che la Commissione Ue ritiri la sua proposta di riforma, "in assenza di progressi significativi". Il compromesso che verrà discusso dai ministri dell'agricoltura dei 28 cerca di sciogliere i due nodi della soglia delle sostanze non autorizzate nei prodotti finali e della frequenza dei controlli sui produttori. Ma per l'Ifoam, che rappresenta la filiera dell'industria europea del biologico, entrambe le soluzioni sono peggiori rispetto allo status quo e di certo non porterebbero ad un'armonizzazione a livello europeo. Sulla 'decertificazione' "non è possibile combinare un sistema basato sul processo di produzione con uno basato sulla valutazione dei prodotti finali, con l'attuazione che può variare da un Paese all'altro" rileva Sabine Eigenschink, vicepresidente dell'Ifoam. Sulla frequenza dei controlli, il compromesso scelto, secondo Ifoam, "consentirebbe agli Stati membri di scegliere se applicare o meno un'ispezione annuale", creando ancora un trattamento diverso fra i 28. (ANSA)
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