Bellanova, il reddito degli agricoltori va tutelato

'Pronta a istituire una Consulta sul clima'

Redazione ANSA TORINO

"Sfido gli agricoltori a fare di più e meglio. Ma ci devono essere una giusta remunerazione del capitale e un reddito dignitoso, anche perché è un modo per attirare verso il settore giovani di valore". Così il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, oggi a un convegno sull'agroalimentare 4.0 a Torino.

"Per fare questo - ha sottolineato Bellanova - ci vuole uno Stato che ti aiuta a vendere in mercati sempre più lontani, ma che possono permettersi prodotti di elevata qualità".

"Quello che non dobbiamo fare - ha rimarcato - è competere con Paesi che non hanno diritti civili e sfruttano i bambini.

Noi dobbiamo migliorarci e difendere i nostri prodotti dalle pratiche sleali. Dobbiamo allearci con il consumatore: se lo inganni fai un danno enorme al settore. Il consumatore deve sapere che il biologico è davvero biologico, e il Made in Italy è davvero Made in Italy, solo così rafforziamo la nostra produzione". 

-  Ministro, 'pronta a istituire Consulta sul Clima'

"Visto che parliamo di sostenibilità, di ambiente, e visto che c'è una nuova sensibilità rispetto a questi temi, in gennaio istituirò la Consulta sui cambiamenti climatici. Chiamerò le Università, i tecnici, i rappresentanti degli agricoltori, e il mondo della rappresentanza giovanile, perché voglio che la Consulta collabori con noi per scrivere il nuovo Piano strategico del settore agricolo". Lo ha annunciato il ministro dell'Agricoltura, Teresa Bellanova, oggi a Torino. "Abbiamo bisogno - ha affermato Bellanova - di darci nuovi parametri e di condividere, perché dobbiamo tornare a imparare a lavorare insieme. In questo paese ci sono troppe solitudini, anche ai piani istituzionali. Allora io chiedo di adottare un metodo: quando siamo nelle nostre vesti di politiche combattiamoci come riteniamo, perché la battaglia politica è anche un modo per crescere. Ma quando svolgiamo funzioni istituzionali, dobbiamo sapere che o facciamo squadra o non ce n'è per nessuno. Dobbiamo assumere il parametro che le istituzioni hanno l'obbligo di collaborare, e dobbiamo darci dei luoghi di incontro dove metterci a lavorare insieme".

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