Catania (Des-Cd), rispetto a consumi vino nel Dopoguerra oggi consumiamo la metà

Ma imprese del comparto sanno portare made in Italy nel mondo

Redazione ANSA ROMA

- ROMA- In Italia i consumi del vino sono in costante flessione da 50 anni; consumiamo circa la metà rispetto a quanto si beveva negli anni del Dopoguerra. Ciononostante il business del vino vola, e traina l'export grazie alla capacità delle imprese del settore che hanno saputo lavorare sulla qualità". Lo ha detto il deputato di Democrazia Solidale-Centro Democratico Mario Catania, presidente della commissione Contraffazione, al convegno su "I grandi vini e l'eccellenza italiana", oggi alla Camera. Catania ha sottolineato "la galoppata compiuta delle aziende vitivinicole negli ultimi 30 anni che hanno saputo costruire in pochi anni un modello vincente, che ha riguardato anche imprese del Sud, e delle Isole. Con supporto di quelle istituzioni che, nei negoziati internazionali, hanno saputo creare adeguate cornici normativi e leve di sviluppo dell'internazionalizzazione".

Al convegno grande spazio al valore della tipicità e della qualità a tavola con la partecipazione di Martino Demuro, presidente delle Vigne Surrau, pluripremiata cantina della Gallura, e degustazioni di autentico porceddu sardo prodotto da 'Carni della Barbagia', azienda di Nuoro specializzata nella lavorazione di carni ispirata ai metodi tradizionali. "I vini e specialità come il maialino sardo sono sempre più apprezzati dalla società civile - ha detto Mario Caruso, presidente di Italia Civile Popolare e membro della commissione Contraffazione - con grande appeal anche nei mercati esteri, come confermano ogni anno i dati sull'export. Il comparto vitivinicolo rappresenta un segmento decisivo della nostra economia, un successo che non sarebbe possibile senza l'attento e scrupoloso lavoro di quei produttori che scelgono di investire sulla qualità e la genuinità. Le istituzioni devono sostenere queste eccellenze del made in Italy e fare in modo che siano sempre più valorizzate, in maniera tale da poter affrontare il mercato mondiale e sostenere le esportazioni, alle quali sono naturalmente vocate, senza dover rinunciare alla purezza del prodotto" ha concluso il deputato Caruso

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