Tre ricette imolesi depositate alla Camera di Commercio

Specialità gastronomiche: garganelli, cappelletti e vera torta

Redazione ANSA BOLOGNA
(ANSA) - BOLOGNA, 29 OTT - Tre specialità della gastronomia imolese - i garganelli, la vera torta e i cappelletti - entrano a far parte delle ricette depositate alla Camera di Commercio di Bologna dall'Accademia Italiana della Cucina. Salgono così a 34 i piatti depositati dal 1972 a oggi. La scelta è la conseguenza di un lungo percorso di ricerca degli esperti dell'Accademia e dell'Associazione Periti Agrari ex allievi dell'Istituto Scarabelli di Imola, che hanno completato un'indagine storica per ricostruire nascita ed evoluzione di ciascuna ricetta, consultando decine di testi e documenti per provare il rapporto con il territorio imolese.

"Imola è una città di frontiera tra Emilia e Romagna e la cucina rifletta in larga parte questo pendolarismo", sottolinea Antonio Gaddoni, rappresentante della delegazione imolese dell'Accademia. "Le preparazioni hanno raccolto il fermento proveniente da entrambi i fronti e così, poco a poco, è cresciuta l'attitudine a dare sostanza a questi piatti". Per Massimo Zucchini, consigliere della Camera di Commercio, "siamo contenti che Imola arricchisca la prestigiosa collezione dei depositi, perché Imola è stata una scoperta: di tradizioni, identità e storia, anche se nessuna di queste ricette è ancorata al passato".

I garganelli, o 'garganell', conosciuti come maccheroni al pettine sono un piatto tipico di sfoglia all'uovo fresca ritorta su un piccolo bastoncino che è poi arrotolato al pettine e alcune leggende collegano la loro genesi alle cucine di case signorili, anche se la loro origine è probabilmente più popolare. La 'vera torta' è, invece, anche detta 'torta degli sposi', un dolce poco noto all'esterno del circondario imolese, ma da sempre la torta delle grandi occasioni che per chi vi abita: ha una storia antichissima, tanto che le Domenicane la preparavano già nel 1737. Infine, i cappelletti, i 'caplét', sono il primo romagnolo per eccellenza: quelli imolesi sono un po' più piccoli di quelli tradizionali e dal disco usato per ritagliare la sfoglia, ritrovato da un'antica famiglia imolese, è stato rilevato il diametro ufficiale che è esattamente di 4 centimetri.

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