Chef stellato, alta cucina e islam vanno d'accordo

Oliver Glowig, non limito creatività, ma il maiale lo uso poco

Redazione ANSA

(di Rodolfo Calò)

IL CAIRO - Alta cucina e islam posso ben convivere: parola di uno chef stellato e 'globale' come il tedesco Oliver Glowig, il quale assicura di non sentirsi limitato dalla proibizione islamica del maiale che comunque tendenzialmente evita seguendo le istanze salutiste di matrice mediterranea. Insomma: attenzione per tutti e niente scontro di civiltà.

"Sicuramente non è una limitazione alla mia creatività", ha detto all'ANSA del Cairo lo chef stellato dal 2004 rispondendo alla domanda se debba reprimere la propria inventiva evitando l'uso di maiale o alcol quando cucina in paesi nordafricani o del Golfo.

"Al contrario. Lo vedo piuttosto come una sfida", ha aggiunto Glowig che, passando dalla Costiera amalfitana, ha esportato il concetto di dieta mediterranea nel mondo, fra l'altro al ristorante "Primavera" del Ritz Carlton in Bahrain.

"Si può sostituire il maiale con altri ingredienti o aggirarlo del tutto. Cerco sempre di inserire prodotti locali nel mio menu", ha detto ancora lo chef, due stelle Michelin nel 2008, ora approdato a Roma e ai Castelli romani.

"Ho ricontrollato attentamente la carta de 'La Tavola, il vino, la dispensa", ha aggiunto l'ex-allievo di Gualtiero Marchesi riferendosi al ristorante lanciato l'anno scorso all'interno del Mercato centrale di Roma: "non c'è nessun piatto col maiale", esclama, notando però che "c'è un piatto con la pancetta" al 'Barrique', il mio nuovo locale gourmet" a Monte Porzio Catone, nei pressi della capitale.

"A prescindere da motivazioni religiose, penso che la tendenza al momento vada verso un mangiare leggero e sano. La cucina italiana mediterranea offre una grande scelta di ingredienti. Anche senza maiale", nota Glowig che ha un ristorante anche a Toronto.

Insomma il maiale e il vino (banditi dal Corano) sono "sempre meno" presenti nelle sue creazioni ma "non per motivi religiosi, piuttosto per ragioni salutiste: il trend va sempre più verso prelibatezze leggere", sottolinea.

Alla domanda se terrebbe il punto di non farsi condizionare anche se la clientela islamica aumentasse in Italia come avvenuto in Francia e O Inghilterra, lo chef ha risposto che "non ho alcun problema con ospiti di altre religioni. Chi non desidera maiale o alcol, viene soddisfatto comunque". "Lo stesso vale per gli allergici e intolleranti: perché non dovrei prestarmi anche a particolari desideri religiosi?", aggiunge.

"Ciò non vuol dire che ne tenga conto già nella compilazione della carta: cerco sempre di avere un'offerta ampiamente sufficiente per tutti. Ovviamente sulla base dei prodotti locali e della cucina italiana", avverte Glowig, che ottenne la sua prima stella a Monaco di Baviera. "Ma se un ospite ha un desiderio particolare, si prova ad esaudirlo. 'Non si può', da noi, non esiste: troviamo sempre una soluzione", conclude.(ANSA).

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