Anno nuovo dieta nuova, ma quella ideale per tutti non esiste

Due studi discutono ruolo di carboidrati e grassi

Redazione ANSA ROMA

ROMA - Anno nuovo, dieta nuova. Se uno dei propositi per il 2019 è perdere peso, due importanti studi dell'anno appena trascorso forniscono ulteriore 'carburante' in particolare alla discussione sul ruolo dei carboidrati e quello dei grassi nel farci andare fuori forma. Il risultato che se ne può trarre, evidenzia un articolo su Medicalxpress, è che non esiste una dieta che sia ideale per tutti. Non è più chiamato dieta Atkins, ma il filone della dieta cosiddetta 'low-carb', a basso contenuto di carboidrati, ha beneficiato di un ritorno. L'idea è che i carboidrati raffinati in alimenti come il pane bianco siano rapidamente convertiti in zucchero nel corpo, portando a sbalzi di energia e fame.

Tagliandoli, il presupposto è che la perdita di peso sarà più facile perché il corpo invece brucerà i grassi. Una recente ricerca sembra offrire ulteriore supporto a questo approccio, ma come molte altre ha provato capire solo una parte del funzionamento del corpo. Lo studio, condotto su 164 persone da un autore di libri che promuovono diete 'low-carb'', ha esaminato se vari livelli di carboidrati potessero influenzare il modo in cui il corpo utilizza l'energia. È emerso che coloro che seguivano diete a basso contenuto di carboidrati bruciavano più calorie totali. La conclusione non è, però, che si perda più peso con una dieta 'low-carb', ma David Ludwig, ricercatore del Boston Children's Hospital, suggerisce invece che limitare i carboidrati potrebbe rendere più facile mantenere il peso perso.

L'approccio potrebbe funzionare meglio in caso di diabete o pre-diabete.

Un altro ampio studio ha evidenziato invece che le diete a basso contenuto di carboidrati e quelle a basso contenuto di grassi erano ugualmente efficaci per la perdita di peso. I risultati variavano da individuo a individuo, ma dopo un anno, le persone di entrambi i gruppi perdevano in media dai 5, 4 chili ai 5,8. Secondo gli autori i risultati non contraddicono lo studio precedente, ma suggeriscono che ci può essere una certa flessibilità nel modo di perdere peso.

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