Italia colpita dai dazi Usa, ma molte Dop si salvano

Batosta da mezzo miliardo, governo pronto a difendere le imprese

Arabella Marconi ROMA

ROMA - La scure dei dazi Usa si abbatte sul Made in Italy, con un batosta da quasi mezzo miliardo. Ma non su tutto, anzi molte Dop e prodotti italiani si salvano. "L'Italia - scrive infatti il ministro degli Esteri Luigi Di Maio in una lettera alle aziende italiane - è colpita certo, ma meno di altri paesi e gli Usa hanno recepito il nostro messaggio che non potesse essere danneggiata in maniera sproporzionata.

    Difenderemo con tutte le nostre forze le imprese italiane", assicura il titolare della Farnesina, annunciando di averlo ribadito con forza al segretario di Stato Michael Pompeo. "Ma noi riteniamo - è la convinzione del ministro degli Esteri - che né l'Ue né gli Stati Uniti debbano portare avanti una guerra di dazi che indebolirebbe entrambi".
    Ed un invito all'attenzione e alla prudenza arriva anche dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. "Quando si prospettano guerre economiche, andrebbe posta attenzione al sostantivo più che all'aggettivo. Occorre un esercizio di grande e congiunta responsabilità", ha detto Mattarella, perché "sostituire alle politiche di cooperazione quelle di competizione - ha avvertito - certamente non aiuterebbe".

    Il prosciutto sia crudo che cotto, la mozzarella di Bufala Campana, il prosecco, l'olio di oliva, il pecorino romano (nella black list Usa viene specificato che il dazio del 25% si applica al formaggio grattugiato ma non alle forme), sono salvi. E comunque si lavora per limitare i danni anche per il resto.

    "Faremo di tutto", ha assicurato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, "anche lavorando" all'interno dell'Unione per "prospettive compensative". Mentre il ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova punta su un 'fondo azzeradazi'. "Rimaniamo ottimisti e fiduciosi di raggiungere l'obiettivo dei 50 miliardi di export nel 2021, a patto che la politica faccia la sua parte", afferma Ivano Vacondio, presidente di Federalimentare. Restano nella rete gli alcolici e i salumi, sui quali verrà applicato il dazio del 25%. E anche Asiago, Grana Padano, Parmigiano Reggiano, Gorgonzola, Mozzarella e altri prodotti lattieri che - avverte Assolatte - "subiranno un danno da questa grave ritorsione commerciale". "Abbiamo la necessità che anche l'Ue si muova", aggiunge Cesare Baldrighi, presidente del Consorzio tutela Grana padano. Dello stesso avviso il presidente del Consorzio del Parmigiano Reggiano, Nicola Bertinelli, che invoca "un piano di intervento straordinario dell'Unione Europea per evitare che gli effetti dei dazi diventino traumatici per le filiere coinvolte". Attualmente ne sono esportati 10 milioni di kg l'anno. Destini diversi invece per vini e alcolici: salvi i primi e colpiti pesantemente liquori e cordiali, come sottolineano dalla Federvini. "E ora è necessario aprire la trattativa a livello comunitario e nazionale", afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini.

    Ma la posizione più dura arriva da Bruxelles: "L'Ue deplora la decisione degli Usa di imporre dazi ulteriori sulle esportazioni europee, ciò andrà a nuocere le imprese americane e complicherà i negoziati". Mentre il portavoce della Commissione europea aggiunge: "L'Ue ha il diritto di imporre contromisure agli Usa". "Detto questo - ha concluso - prendiamo atto della dichiarazione rilasciata dal rappresentante commerciale degli Stati Uniti secondo cui gli Usa prevedono di avviare negoziati con l'Unione europea volti a risolvere questo problema".
   

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