A Lactalis il Parmigiano Reggiano di Nuova Castelli

Polemiche non frenano francesi, 'sosterremo prodotti Dop Italia'

(di Paolo Algisi) MILANO

Lactalis mette a segno un altro colpo in Italia e rileva l'intero capitale di Nuova Castelli, società di Reggio Emilia leader nella distribuzione dei formaggi Dop italiani e principale esportatore di Parmigiano Reggiano nel mondo, di cui sforna circa 105.000 forme all'anno.

Lo fa incurante della levata di scudi che si era alzata da parte dell'industria e della politica italiana verso l'inarrestabile avanzata del colosso francese e sbaragliando una concorrenza tricolore che, se c'è stata, è stata sbaragliata da un gigante che già è di casa nel nostro Paese, dove controlla marchi storici come Parmalat, Galbani, Invernizzi, Vallelata, Locatelli, Cademartori.

Acquistando l'intero capitale di Nuova Castelli, di cui l'80% era detenuto dal fondo di investimento inglese Chartherhouse Capital Partner, Lactalis ingloba un'azienda che ha 13 siti produttivi in Italia e tre all'estero, impiega un migliaio di dipendenti e nel 2018 ha fatturato 460 milioni di euro, di cui il 70% grazie all'export di prodotti Dop come il parmigiano reggiano, la mozzarella di bufala campana e il gorgonzola. Il gruppo di Laval, che nel nostro Paese impiega già 5.500 persone e dispone di 29 siti produttivi, fa sapere di essere "pronto a sostenere i prodotti DOP italiani nel mondo". "Con questa operazione - annuncia la nota - il Gruppo Lactalis rafforza la sua leadership nella distribuzione dei formaggi italiani DOP sui mercati internazionali, dove è già protagonista con una presenza commerciale e distributiva in oltre 140 paesi".

L'accordo sulla cessione non è stato fermato dalle polemiche sui francesi, che in passato hanno dovuto affrontare l'accusa di 'strangolare' i nostri produttori di latte con una politica dei prezzi iniqua e di aver gestito Parmalat con modalità 'padronali' non rispettose di una società quotata.

Coldiretti, vigilare su blitz francese in parmigiano
Occorre "fermare la svendita del Parmigiano Reggiano ai francesi per non ripetere gli stessi errori commessi in passato con la cessione della Parmalat", aveva tuonato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini. "Faremo di tutto per tutelare l'agroalimentare italiano dall'assalto delle multinazionali straniere" le parole del ministro dell'agricoltura, Gian Marco Centinaio, che prometteva una difesa "senza se e senza ma"del Parmigiano. La cordata Tricolore, auspicata tra gli altri da Cia-Agricoltori Italiani e dalle Cooperative, non si è però materializzata. Lasciando mettere a Lactalis un'altra bandierina su un pezzo della nostra industria alimentare. 

Cia, acquisizione non minaccia produzione italiana
L'acquisizione dell'azienda emiliana Nuova Castelli da parte di Lactalis non preoccupa Cia-Agricoltori Italiani anche perché l'azienda era già di proprietà estera, la paura dell'invasione francese non è fondata. Lo fa sapere il presidente Cia, Dino Scanavino, nell'auspicare che il gruppo possa continuare ad avere una collaborazione con i produttori italiani, sempre ispirata, nel rispetto dei ruoli e delle diverse istanze, a definire le migliori strategie per posizionare il prodotto italiano nel mondo. La produzione del Parmigiano Reggiano, infatti, resta italiana e non è delocalizzabile, precisa Cia, solo gli allevatori possono produrre latte con le regole stabilite da un disciplinare riconosciuto e tutelato a livello europeo e che prevede l'utilizzo di latte prodotto esclusivamente nelle province di Parma, Reggio Emilia, Modena, Bologna alla sinistra del fiume Reno e Mantova alla destra del Po. Nessun rischio, quindi, per il consumatore finale, conclude Cia, le caratteristiche del Parmigiano Reggiano resteranno quelle che lo rendono da secoli un prodotto di altissima qualità apprezzato in tutto il mondo.

Confagri, più aggregazione per poter competere
"Con l'accordo tra il colosso francese Lactalis e l'azienda emiliana Nuova Castelli produttrice di Parmigiano Reggiano, cambia la proprietà ma rimane sempre straniera. Questo ci sollecita ad aggregare meglio il nostro sistema per avere investitori italiani più competitivi". E' il commento del presidente di Confagricoltura Massimiliano Giansanti sull'intesa ufficializzata poche ore fa. "L'acquisizione in questo caso riguarda una Dop che ha un rigido disciplinare di produzione - evidenzia Giansanti - accordi come questo rientrano nel normale processo di partecipazione a un mercato unico: già l'attuale proprietà era a capitale straniero e così rimane, pur cambiando bandiera. Insomma, il Parmigiano Reggiano non è in svendita per l'operazione Lactalis". Secondo il presidente, "non esiste il rischio di delocalizzazione poiché il mercato è in mano agli allevatori italiani che hanno i titoli per produrre latte con le regole stabilite dal disciplinare, garanzia di alta qualità e forte legame con il territorio. Un'eventuale delocalizzazione, tra l'altro, farebbe perdere automaticamente il requisito del marchio e il formaggio prodotto non potrebbe più chiamarsi Parmigiano Reggiano. Piuttosto cerchiamo di introdurre norme che sostengano e valorizzino le imprese italiane impegnate nella promozione del Made in Italy nel mondo".

Fai Cisl, acquisizione non è un derby politico
"E' un'acquisizione che va valutata sul piano delle prospettive industriali e occupazionali e non tramutata in un derby politico. Ancora una volta la politica italiana si è distinta per saper fare molto rumore e zero fatti, visto che a nulla è servita la levata di scudi contro quella che è stata definita una 'svendita' del Parmigiano Reggiano". Lo afferma il segretario generale della Fai Cisl, Onofrio Rota, in merito all'acquisto da parte di Lactalis della Nuova Castelli, società leader nella distribuzione di formaggi Dop italiani e principale esportatore di Parmigiano Reggiano, già oggi di proprietà di un fondo finanziario inglese e gravata da un forte indebitamento.
"Servono meno slogan allarmistici e più fatti concreti per sostenere il lavoro - aggiunge Rota - il governo anziché urlare sempre contro le invasioni straniere speculando sulle paure degli italiani, dovrebbe agire con maggiore pragmatismo e mettere in campo strumenti di sostegno alle nostre imprese". Secondo Rota "l'acquisizione permette di superare una situazione di crescente incertezza e instabilità del gruppo, con Lactalis da parte sua che ha fatto sapere di essere pronta a sostenere i prodotti Dop italiani nel mondo". Una cosa è certa, assicura il segretario, "vigileremo affinché l'impegno venga mantenuto, perché la multinazionale francese investa seriamente nel nostro Paese per creare crescita e occupazione, valorizzare tutti i marchi e siti produttivi, aprire nuovi spazi di mercato, rafforzare la competitività del Made in Italy nel mondo". 

Uila, sì al 'cavaliere bianco' anche se d’Oltralpe
"Salutiamo con soddisfazione l'arrivo di un 'cavaliere bianco' anche se d'Oltralpe". Commenta così il segretario generale della Uila-Uil, Stefano Mantegazza, l'acquisizione da parte del gruppo Lactalis Italia del capitale sociale della Nuova Castelli. "La storia italiana di Lactalis ci dice che gli investimenti realizzati nel nostro Paese hanno sempre generato valore con ricadute positive anche sul versante del lavoro", commenta Mantegazza, "il gruppo francese esporta oggi in 144 paesi e, quindi, da questo punto di vista l'acquisizione dell'azienda emiliana Nuova Castelli non può che essere giudicata da noi in maniera positiva". "Ci auguriamo che questa operazione consenta alla Nuova Castelli di incrementare sensibilmente la propria produzione e il proprio giro d'affari, confermando e aumentando anche i livelli occupazionali", prosegue Mantegazza, precisando che "dalle notizia di stampa ci risulta che l'azienda, già in mani straniere, essendo l'80% del capitale sociale detenuto dal fondo di investimento inglese Chartherhouse Capital Partner, fosse in grosse difficoltà economiche con evidenti rischi per l'occupazione". Mantegazza, infine si augura che "Lactalis apra il prima possibile dei confronti con i sindacati per affrontare anche la tematica che riguarda la Nuova Castelli e le future prospettive economiche e occupazionali". 

Flai, garantisca occupazione, volumi e qualità
"Ci auguriamo che con l'acquisizione dell'intero capitale della Nuova Castelli il Gruppo francese Lactalis sappia garantire i livelli occupazionali, i volumi e la qualità dei prodotti". Lo dichiara Giovanni Mininni, segretario generale Flai Cgil, commentando l'acquisizione della Nuova Castelli già di proprietà del Fondo inglese Chartherhouse Capital Partner. "Il passaggio ad un'importante azienda come Lactalis - prosegue Mininni - può portare ad un rilancio del gruppo, purché ci siano nuovi investimenti che sappiano valorizzare e tutelare i prodotti del Made in Italy, garantire lo sviluppo e l'occupazione. Vigileremo con attenzione affinché tutto ciò avvenga", conclude, nell'auspicare che Lactalis quanto prima incontri le organizzazioni sindacali per conoscere nel dettaglio le proposte sul futuro del gruppo.

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