Fruitimprese, creare condizioni per crescere su mercati Asia

Per sostenere export nonostante neoprotezionismi e instabilità

Redazione ANSA ROMA

- ROMA - Un mercato dall'ortofrutta dalla forte vocazione ad esportare, ma alle prese anche con incognite come la Brexit e le decisioni economiche della presidenza Trump, senza contare le incertezze politiche nell'area Sud del Mediterraneo e il permanere delle tensioni con la Russia.

Questo, in sintesi, lo scenario che dovrà affrontare il mercato ortofrutticolo italiano presentato nel convegno ""Brexit e nuovi protezionismi. Quali scenari per il commercio ortofrutticolo".

"Per accompagnare il trend positivo dell'export italiano degli ultimi anni - osserva Marco Salvi, presidente di Fruitimprese - bisogna che al settore ortofrutticolo siano date l'attenzione e l'importanza che merita. Congiunture negative hanno penalizzato e penalizzano le esportazioni in diverse aree strategiche; prima di tutto l'embargo russo. A questo si aggiunga l'instabilità politica e le guerre civili che stanno martoriando diversi paesi del Nord Africa. Situazioni alle quali si deve rispondere aiutando l'ortofrutta italiano ad espandersi in nuovi mercati".

"Dobbiamo creare le condizioni - prosegue Salvi - per poter crescere velocemente verso i nuovi mercati asiatici, in primis Cina verso i quale l'Italia può esportare solo kiwi. Serve con urgenza la definizione degli accordi blaterali che permettono di concretizzare i dossier già in discussione, quali pere e mele, e che permetterebbero, considerata l'ottima esperienza del kiwi, una crescita importante su questi due prodotti di cui l'Italia è leader di mercato a livello produttivo".

"A dispetto delle apparenze, - precisa Andrea Goldstein, managing director di Nomisma - l'economia globale va meglio, addirittura il 2017 dovrebbe fare registrare la miglior performance di crescita dall'inizio della crisi nel 2008, avvicinandosi al + 4% a fine anno. A crescere maggiormente saranno Cina, che già nel primo trimestre ha superato le aspettative, e Stati Uniti ed in Europa la Germania con quasi il +2,0%. Anche gli altri grandi emergenti come Brasile e Russia si stanno riprendendo. Ma non per questo le nubi all'orizzonte si sono dissipate completamente. Instabilità finanziaria, protezionismo e populismo nell'America di Trump e altrove presentano un quadro complessivo che offre prospettive allettanti per l'industria italiana della frutta, che potrà ritagliarsi nuovi spazi nel breve periodo, dovrà però continuare a monitorare con attenzione le dinamiche politiche ed economiche a livello globale".

Le elaborazioni di Fruitimprese sui dati Istat hanno fatto registrare una sostanziale crescita del valore delle esportazioni, che nel 2016 hanno superato la soglia dei 4 miliardi e 750 milioni di euro, con un incremento del 4,9 rispetto al 2015: il miglior risultato dal 2011. Positivo anche il dato riferito ai volumi che, con oltre 4 milioni e 250 mila tonnellate, cresce del 6,1%. In leggero calo le importazioni sia in volume (-,7%) che in valore (-2,4%).

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