Slow Fish, in mense scuola torna pesce fresco e locale

Progetti di successo in Liguria, Toscana e Marche

Redazione ANSA

GENOVA - Il pesce fresco e locale torna protagonista sui tavoli delle mense scolastiche italiane. Lo testimoniano casi di successo in Liguria, Toscana e Marche. In Liguria sei Comuni dell'entroterra tra la Valle Scrivia e la Val Polcevera sono riusciti a cambiare l'intera impostazione delle mense. Stop ai bastoncini surgelati e a pangasio, largo a branzini del Tigullio, seppie, gallinelle, moscardini, platesse e sgombri. Con qualche difficoltà iniziale, anche perché approvvigionarsi non è sempre facile, tenendo conto delle normative, che impongono ad esempio di non servire pesce con lische. "Abbiamo lottato contro le diffidenze: le famiglie volevano tornare alla classica pasta in bianco, dicevano che il farro e l'orzotto non piacciono ai bambini, o che il pesce viene rifiutato perché puzza", conferma l'assessore all'istruzione del comune di Sant'Olcese, Gabriele Taddeo. Alessandro Venturi a Genova ha portato l'esempio del Centro educazione del gusto di Prato, di cui è presidente: "Il progetto 'A scuola con gusto' coinvolge dal 2008 il Comune di Viareggio. Abbiamo notato che il pesce è uno degli alimenti in mensa, così abbiamo pensato di dedicargli particolare attenzione. Oggi i pescatori escono in mare apposta per approvvigionare le scuole. È anche stato creato ex novo un laboratorio dove lavorano tre giovani provenienti da famiglie di pescatori". Nelle Marche, la Fondazione Albert diretta da Paolo Agostini ha avviato dal 2013 la campagna educativa alimentare Pappa Fish: grazie a questa iniziativa più di 60mila bambini mangiano pesce fresco, dando impulso a una filiera che coinvolge ben sei laboratori.

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