Dai Campi Flegrei all'Etna, i rischi dei vulcani in 14 video

Dall'Ingv, nell'ambito di un progetto internazionale

Redazione ANSA

Colate di lava incandescenti, colonne di gas, nubi di ceneri e i flussi piroclastici che trascinano velocemente gas e frammenti di rocce: immagini straordinarie di questi fenomeni raccontano tutti i rischi legati ai vulcani in 14 video frutto del progetto internazionale VolFilm e realizzati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv). Accessibili online dal 18 dicembre sul sito dell'Ingv, nel blog Vulcani, con ulteriori approfondimenti. Destinati in primo luogo alle scuole, i video sono stati presentati oggi a Roma, nel liceo 'Ennio Quirino Visconti'. Nei prossimi giorni i video saranno pubblicati anche sul canale ANSA Scienza e Tecnica.

"I vulcani sono l'espressione del respiro della Terra, sono elementi vivi della natura e rialimentano l'atmosfera, ma sono anche fonte di grande pericolo: conoscerli è il primo passo per difenderci", ha rilevato il presidente dell'Ingv, Carlo Doglioni. Ha presentato il progetto con il direttore generale dell'ente Maria Siclari, Italo Giulivo del dipartimento della Protezione Civile, il presidente dell'Associazione Italiana di Vulcanologia Guido Giordano, il segretario generale dell'Associazione Internazionale di Vulcanologia e chimica dell'interno della Terra (Iavcei) Roberto Sulpizio. Tradotti in cinque lingue, i video sono curati dai vulcanologi dell'Ingv Augusto Neri, Daniele Andronico e Micol Todesco.

Nella versione italiana la voce narrante è di Leo Gullotta. Dei 1.554 vulcani attivi nel mondo, 596 hanno un'attività che è stata osservata dal 1500 in poi e sono state 2.600 le eruzioni avvenute in 51 nazioni a partire dal 1950, ha detto Neri, che dirige il dipartimento Vulcani dell'Ingv. Si calcola, ha aggiunto, che nel mondo 29 milioni di persone vivo nel raggio di 10 chilometri da un vulcano, 226 nel raggio di 30 chilometri e 800 nel raggio di cento chilometri. Soltanto un vulcano su due, però, viene monitorato costantemente. Non è così in Italia, dove la sorveglianza è alta, anche considerando che il nostro Paese è una delle quattro zone del mondo dove rischio e pericolosità vulcanici sono maggiori insieme a Giappone, Filippine e America Centrale.

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