Gli incendi di Castel Fusano fotografati dai satelliti

I dati aiutano a seguire la ricrescita della vegetazione

Redazione ANSA

Scattate dai satelliti le foto degli incendi della riserva di Castel Fusano, lungo il litorale romano, del 17 e 21 luglio scorsi: le immagini, analizzate dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (Ingv) sono la base per valutare la gravità dei danni e per controllare nel tempo la ricrescita della vegetazione nell'area di circa 200 ettari danneggiata dalle fiamme e fino ad allora occupata da pini e macchia mediterranea. Ogni cinque giorni, infatti, i satelliti potranno acquisire nuove immagini che permetteranno di controllare la situazione nelle aree colpite.

I ricercatori hanno utilizzato le immagini dalla risoluzione spaziale di 20 metri acquisite dal satellite europeo Sentinel 2A, del programma Copernicus gestito da Agenzia Spaziale Europea (ESa) e Commissione Ue, e le hanno combinate con quelle del satellite americano Landsat 8, della Nasa, dalla risoluzione di 30 metri. Utilizzandole è stato possibile delimitare e misurare l'area danneggiata, ha spiegato Stefania Amici, dell'Ingv. "Quando si verificano numerosi incendi, come nel caso di questa estate 2017, la caratterizzazione dei perimetri con dato satellitare - ha rilevato la ricercatrice - può essere fornita alle amministrazioni per varie applicazioni, incluso il supporto ai piani di recupero".

L'analisi dell'Ingv ha inoltre permesso di gettare le basi per organizzare le future attività di monitoraggio della ricrescita della vegetazione. A questo scopo sono stati considerati parametri di tipo diverso, come l'indice spettrale di area bruciata (Normalized Burned Radio-NBR), l'indice di vegetazione e l'indice di aridità. "Il lavoro ancora in corso - ha concluso Amici - oltre a delimitare l'area percorsa da incendi, mira a utilizzare il dato satellitare per una stima del grado di severità del danno".

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