Stampa 3D, adesso un gel restringe gli oggetti

E' la nuova frontiera, applicazioni dall'elettronica ai nanorobot

Redazione ANSA

Sembra uscito dai fumetti dell'Uomo formica, il nuovo gel che permette di assemblare minuscoli oggetti di qualsiasi forma, materiale e complessità per poi rimpicciolirne le dimensioni di dieci volte. La tecnica, chiamata 'fabbricazione per implosione' (ImpFab), è stata messa a punto negli Stati Uniti, al Massachusetts Institute of Technology (Mit): pubblicata sulla rivista Science, permette di stampare in 3D con una precisione di pochi milionesimi di millimetro. In futuro potrà avere applicazioni in ottica, medicina e robotica, ad esempio per produrre lenti sempre più potenti per fotocamere, microscopi ed endoscopi, ma anche nuovi dispositivi elettronici e nano-robot.

Il segreto di questa tecnica sta nell'utilizzare un'impalcatura fatta con un particolare idrogel, ovvero un materiale assorbente a base di poliacrilato che è normalmente contenuto nei pannolini da neonato. Questo idrogel viene imbevuto in una soluzione contenente molecole fluorescenti che, colpite con un raggio laser, si attaccano a punti precisi dell'impalcatura. Qui agiscono come delle ancore, a cui possono essere legati altri tipi di molecole funzionali, come pezzi di Dna o nanoparticelle d'oro. Una volta depositate tutte queste componenti, la struttura viene 'ristretta' e assemblata semplicemente aggiungendo un acido che disidrata il gel facendolo contrarre. In questo modo, è possibile rimpicciolire gli oggetti di 10 volte in ciascuna dimensione, per una riduzione totale di volume pari a mille volte.

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