Wikipedia, è 'guerra' invisibile tra i robot correttori

Ricerca Oxford, litigi tecnologici per modificare i contenuti

Redazione ANSA ROMA

Su Wikipedia c'è una costante ma invisibile guerra di 'bot', i programmi automatici usati per correggere piccoli errori, refusi e link: possono litigare anche per anni l'uno con l'altro con conseguenze imprevedibili. A studiarne il fenomeno è una ricerca coordinata da Milena Tsvetkova, dell'Internet Institute di Oxford, e pubblicata su Plos One. Ha monitorato le attività dei bot tra il 2001 e 2010 in 13 lingue diverse.

"I bot di Wikipedia sono dei piccoli e semplici programmi che non fanno altro che analizzare costantemente i testi per fare la piccola manutenzione automatica, come correggere virgole, maiuscole, minuscole o verificare se i link sono ancora attivi. I bot fanno un lavoro noioso e non hanno nessuna 'intelligenza'", spiega all'ANSA uno degli autori della ricerca, il filosofo dell'informazione Luciano Floridi, dell'università di Oxford.

In base alle istruzioni ricevute, i bot si occupano di correggere gli errori ma se le istruzioni tra un bot e l'altro hanno piccole differenze, ad esempio eliminare o no le 'd' eufoniche, allora possono scattare vere e proprie guerre. Correzioni e contro correzioni possono andare avanti all'infinito, fino a quando qualche programmatore non riconosca l'esistenza del conflitto.

E' quello che emerge dallo studio condotto su oltre 10 anni di attività dei bot di Wikipedia. Secondo gli autori, il fenomeno potrebbe essere indicativo di quello che succede anche in molti altri sistemi informatici. "In tutto quello che chiamiamo intelligenza artificiale c'è tutto di artificiale e poco di intelligente e in questo studio abbiamo una grande evidenza di quanto sia importante avere delle 'leggi' per coordinare tutte le parti. La mancanza di coordinamento, in questo caso i bot con indicazioni differenti, genera un enorme consumo senza alcun fine portando solo spreco di energia e di tempo", aggiunge Floridi.

I risultati indicano quante possano essere le insidie invisibili anche all'interno di reti tra 'intelligenze' estremamente semplici, ma il settore dei bot sta facendo enormi balzi in avanti "con bot che sappiano anche leggere il testo comprendendo i significati", sottolinea Roberto Navigli, della Sapienza di Roma.

Parallelamente lo studio dell'Internet Institute di Oxford sottolinea anche le differenze nei conflitti tra i bot a seconda delle lingue su cui lavorano e dalle estrazioni sociali e culturali degli sviluppatori coinvolti. "I bot sono progettati da esseri umani provenienti da diversi Paesi in modo che quando si incontrano si possono avere 'contrasti'", spiega Taha Yasseri, dell'università di Oxford. "Questa complessità - conclude - è una caratteristica fondamentale che deve essere tenuta in considerazione in qualsiasi progetto relativo a sistemi di automazione e di intelligenza artificiale".

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