Lanciato Aeolus, il satellite cacciatore dei venti

Realizzato dall'Esa e in orbita con Vega

Enrica Battifoglia

Lanciato il cacciatore dei venti, il satellite Aeolus dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa). A portarlo in orbita, alle 23.20 italiane, è un razzo Vega, costruito in Italia dalla Avio.



"Aeolus è un satellite molto innovativo, studierà gli aspetti ambientali e climatici legati ai venti", ha rilevato Simonetta Cheli, capo dell'Ufficio di coordinamento del direttorato dell'Esa per l'Osservazione della Terra. Tra gli strumenti più all'avanguardia c'è Aladin (Atmospheric LAser Doppler INstrument): è un lidar, ossia una sorta di radar che invia impulsi luminosi anziché radio e lo strumento che li trasmette, costruito negli stabilimenti della Leonardo a Campi Bisenzio e a Pomezia, è il più potente trasmettitore laser nell'ultravioletto mai costruito per un'applicazione spaziale. "Nessuno strumento del genere è mai stato nello spazio finora - ha aggiunto Cheli - e la sua importanza è fondamentale: il suo compito è ricostruire i profili globali dei venti con una precisione accurata", grazie a ben 80 funzioni ottiche".

Le attese dei meteorologi di tutto il mondo sono grandissime, tanto che sono arrivati a Kourou per assistere al lancio i rappresentanti dell'organizzazione europea per l'utilizzo dei dati meteo da satellite, Eumetsat, e del Centro europeo le previsioni meteo di medio periodo (Ecmwf). A salutare il 12/o lancio del razzo Vega, costruito in Italia dalla Avio, ci sono anche l'astronauta dell'Esa Samantha Cristoforetti, il presidente dell'Agenzia Spaziale Italiana (Asi), Roberto Battiston, e l'amministratore delegato di Avio, Giulio Ranzo.

Aeolus è un apripista verso la meteorologia del futuro, ma resta un satellite scientifico e un dimostratore tecnologico. Una missione operativa richiederebbe infatti più satelliti e continuità. A differenza degli altri satelliti per l'osservazione della Terra, attivi a una quota di circa 800 chilometri, Aeolus sarà molto più vicino, a 320 chilometri, con 16 passaggi al giorno al ritmo di 1 ogni 90 minuti. Una volta in orbita, il satellite dovrà affrontare una prima fase di test fino a ottobre e una seconda fino a gennaio 2019, per essere pienamente operativo fra marzo e aprile.

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