Possibile sistema planetario intorno alla stella più vicina

Lo indica la polvere fredda trovata attorno a Proxima Centauri

Redazione ANSA

Quante volte non ci accorgiamo di quel che accade a casa dei vicini. E' così anche nello spazio, dove la stella della 'porta accanto', Proxima Centauri, potrebbe nascondere una clamorosa sorpresa: intorno a lei potrebbe orbitare non solo il pianeta simile alla Terra 'Proxima b', identificato lo scorso anno, ma addirittura un intero sistema di pianeti passato finora inosservato. A suggerirlo è la scoperta di una fascia di polvere fredda, simile a quelle del Sistema Solare, che sembra essere fatta di particelle di rocce e ghiaccio 'avanzate' dal processo di formazione dei pianeti. L'ha trovata il telescopio Alma dell'Osservatorio europeo australe (Eso) in Cile, grazie ad uno studio - in via di pubblicazione su Astrophysical Journal Letters - coordinato dall'Istituto di astrofisica dell'Andalusia, in Spagna.

Le particelle di roccia e ghiaccio intorno a Proxima Centauri potrebbero avere dimensioni variabili che vanno dai grani di polvere (più piccoli di un millimetro) fino a corpi asteroidali di molti chilometri di diametro. La polvere sembra raccolta in una fascia che dista qualche centinaio di chilometri dalla stella, con una massa totale pari a circa un centesimo della massa della Terra. Si stima che la cintura abbia una temperatura di circa 230 gradi sotto zero, fredda come quella della Fascia di Kuiper nella zona esterna del Sistema Solare.

Nei dati di Alma ci sono anche indizi relativi ad una seconda fascia di polvere, ancora più fredda e circa dieci volte più lontana. Se confermata, la natura della cintura esterna sarebbe molto interessante, dato l'ambiente così freddo e lontano da una stella più fredda e debole del Sole. Entrambe le fasce sono più lontane dalla stella rispetto al pianeta Proxima b, che orbita a soli quattro milioni di chilometri di distanza.

La conoscenza della distribuzione della polvere nell'ambiente che circonda la stella sarà essenziale per pianificare le future missioni di esplorazione, come quella del progetto Starshot, che prevede l'uso di microsonde guidate da vele a laser, secondo quanto proposto dal fondatore di Facebook, Mark Zuckerberg, e sostenuto dall'astrofisico Stephen Hawking.

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