Parmitano, gli occhi dei satelliti per mitigare i danni delle catastrofi

L'astronauta all'ANSA parla della 'nuova' esplorazione spaziale

Redazione ANSA

Dall'uragano Harvey a Irma, fino ai terremoti più recenti, sono gli occhi dei satelliti e i dati scientifici gli unici strumenti per riuscire a mitigare gli effetti di questi eventi catastrofici o a organizzare i soccorsi. "Oggi le tecnologie dei satelliti permettono di dare informazioni che permettono di intervenire sul territorio immediatamente per dare supporto in termini di dati e informazioni: ha detto l'astronauta dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa), Luca Parmitano, in un forum all'ANSA.

"Se a Houston l'uragano Harvey ha causato soprattutto danni economici e il numero delle vittime è stato basso, senza l'allerta reso possibile dall'aiuto dei satelliti i morti avrebbero potuto essere migliaia", ha osservato l'astronauta, che il 12 settembre partecipa al Copernicus Space Camp, la giornata dedicata ai giovani interessati a studiare l'osservazione della Terra organizzata nel centro dell'Esa in Italia, l'Esrin. Senza i satelliti - ha proseguito l'astronauta - sarebbe stato impensabile far evacuare l'intera popolazione della città, pari a sei milioni di persone; i satelliti hanno invece permesso di individuare le zone più a rischio e di stabilire delle priorità nelle zone da evacuare".

Ma c'è di più: per Parmitano è ormai sempre più chiaro che sta nascendo una nuova frontiera dell'esplorazione spaziale: non guarda a Luna e Marte, ma la nostro pianeta. "Oggi - ha osservato - la nuova scommessa è osservare i cambiamenti in corso sul nostro pianeta e lo strumento per farlo è la scienza, che ci permette di leggere i dati con razionalità".

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