Milano vista con gli occhi di Leonardo

Viaggio in 12 tappe tra monumenti e scorci rinascimentali

Redazione ANSA

Una città dal 'cuore' rosso come i mattoni delle sue case, e azzurra come i corsi d'acqua che l'attraversano: ecco Milano come doveva apparire agli occhi del giovane Leonardo da Vinci appena arrivato da Firenze alla corte di Ludovico il Moro. A raccontarla attraverso un viaggio in 12 tappe, tra monumenti e scorci rinascimentali, è la mostra fotografica 'Milano con gli occhi di Leonardo': ideata e realizzata a Milano da Fondazione Bracco e Accademia Teatro alla Scala, in programma a Milano dal 9 luglio al 31 dicembre presso il Centro Diagnostico Italiano (Cdi).

 
Sacello di Santa Maria della Fontana (fonte: Margherita Gnaccolini)

 

Nella galleria fotografica si susseguiranno le immagini realizzate da cinque giovani fotografe del Corso di fotografia e video di scena dell'Accademia scaligera, che condurranno il pubblico attraverso un viaggio nei luoghi che Leonardo vide e frequentò. La narrazione sarà accompagnata dai racconti della storica dell'arte Manuela Alessandra Filippi, in un percorso ideale fatto di luoghi ed edifici (già allora esistenti e oggi ancora conservati) che si snoda lungo 12 tappe, luoghi simbolo della Milano fra Quattrocento e Cinquecento, come la Basilica di Santa Maria delle Grazie, Palazzo Borromeo, la Cripta della Chiesa di San Sepolcro e Ca' Granda.


La Ca' Granda in via Festa del Perdono (fonte: Marta Baffi)

 

La mostra nasce nell'ambito del progetto pluriennale di partnership tra Fondazione Bracco e l'Accademia Teatro alla Scala a sostegno delle nuove generazioni e dei talenti emergenti e si inserisce in un ricco calendario di eventi e iniziative che ricordano il grande genio in occasione dei 500 anni della sua morte. "Questa è davvero una mostra speciale", afferma Diana Bracco, presidente di Fondazione Bracco e presidente e amministratore delegato del Cdi. "Leonardo, per me, ancora oggi incarna un binomio insuperabile di talento e ricerca, che a mio avviso si ritrova nel modello italiano di fare impresa".


Ponticella del Castello Sforzesco (fonte: Noemi Ardesi) 

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